Ora siamo bravissimi a trovare una donna, non ci mettiamo niente, la scegliamo e ce la prendiamo, ormai sappiamo esattamente come e cosa fare..
Passiamo qualche giorno piacevole e in generale “shiftiamo” su altro.
Ma se trovassimo una persona che ci piace, con cui stiamo bene, una persona insomma con cui potremmo “stare”, cosa fare?
Come non perderla?
Bene se acquistate una donna questa viene generalmente fornita delle dotazioni base;
E’ generalmente autosufficiente,si lava da sola,si nutre da sola, salvo alcuni rari casi in cui richieda di essere imboccata, ma rientra nella fase gioco e dura solo le prime settimane, inoltre spesso e’ automunita o comunque in grado anche di spostarsi sufficientemente da sola.
Se si rompe bisogna portarla all’ospedale,bisogna farle qualche tagliando ogni tanto, ma, anche in questi rari o comunque poco frequenti casi, la nostra mansione rientra nell’accompagno e nulla piu’.
Lasciare pero’ la donna allo stato brado, libera di scorrazzare per prati e citta’ e usarla solo per impudici affari e’ pero’ altamente rischioso. Incredibilmente la donna moderna ha infatti bisogno di numerose cure ed attenzioni, altrimenti i rischi piu’ grandi possono andare dal disfacimento fisico fino all’abbandono (loro di noi o il contrario).
Ora distinguiamo cosa facciamo con la donna nostra compagna, nella mia personalissima esperienza ritengo che si possano suddividere le cosiddette “fidanzate” in due fondamentali categorie:
-quelle che vivono con noi
-quelle che NON vivono con noi (questa categoria ha a sua volta due sottocategorie, ma le vedremo in seguito).
Quando una donna vive con noi:
se una donna vive con noi probabilmente, sia che siate giovani che no, probabilmente lavorera’, oppure studiera’ oppure insomma, avra’ qualcosa da fare durante il giorno, almeno si spera. Bene questo dato e’ del tutto irrilevante poiche’ in realta’ siamo noi quelli che il giorno abbiamo da fare (tranne il rarissimo caso del sottoscritto che si limita a scrivere questo blog una volta a settimana e vivere in stato amebico).
Essendo impegnati per lavoro/studio/calcetto/palestra/amici/amici degli amici/bar/Ristoranti/amante/amanti e tutte le possibili combinazioni (compreso amici degli amici che giocano a calcetto al lavoro contro le amanti….), passiamo pochissimo tempo a casa.
Dopo un breve periodo iniziale di tolleranza quindi la ragazza in questione, quella che sta’ con noi, non le amanti, comincera’ a sentirsi trascurata, iniziera’ a diventare nervosa, e se la prendera’ con gli oggetti inanimati che piu’ le danno fastidio dando a voi la colpa di azioni assolutamente indipendenti dalla vostra volonta’, tipo:
tavoletta del water alzata. Ora, direte voi, esseri raziocinanti, ma se la tavoletta vuole restare alzata anche fino a sera tardi, che colpa ne avete voi? Nessuna, mica siete suo padre che le dovete dire o peggio costringerla a coricarsi sulla tazza, cosa che tra l’altro fa anche un po’ schifo… e invece no! E’ colpa vostra!dovevate costringerla!
Oppure
Tubetto del dentifricio spremuto fino all’ultima goccia. Anche in questo caso mi pare ovvio che voi stiate facendo economia, non tutti sono degli insensibili, sprecare il dentifricio inquina l’ambiente, se lei non ha la forza di spremere le ultime gocce non e’ colpa vostra, anzi, solo che invece di ringraziarvi per aver evitato un colossale disastro ambientale lei vi accusera’ di non averne comprato uno nuovo!
Infine (ma ci sono migliaia di esempi…)
I panni sporchi per terra.
Inutile a dirlo…sono sporchi, sono panni sporchi! Perche’ devo piegarli e metterli sulla sedia? Sono sporchi! In tutti i casi finiranno nella lavatrice, piegarli e’ un inutile perdita di tempo, eppure…bisogna piegarli! E’ solo che LORO, i panni hanno deciso lo stesso di andare a mettersi nel loro ambiente naturale (il terreno). Si perche’ voi, ieri sera li avevate piegati! Poi evidentemente loro si sono spostati…
Quando una ragazza NON vive con voi:
in questo caso esistono due sottocategorie:
-La ragazza che vive da sola (o con amiche, e’ del tutto indifferente)
-la ragazza che vive con i genitori
la ragazza che vive da sola ha acquisito una sua autonomia, ha una casa (o ne paga l’affitto) ed e’ fiera di cio’. Inoltre non manca occasione per lei di invitarvi nel suo spazio vitale (anche se voi avete il vostro, ma le donne sono pigre e non si spostano, quindi se volete farvi una…ehm un…cioe’ insomma se avete bisogno di coccole dovete essere voi a spostarvi).
Penserete voi, guada te che bellezza, una donna tutta sola, che sta pure con me, che ha una casa, che non mi rompe con tutte le scocciature della convivenza etcetc e invece No. Anche in questo caso la ragazza dopo un po’ iniziera’ a pretendere: pretendere di che voi andiate piu’ spesso a casa sua, ma amore, ci vengo una sera si una sera no, non ho mai tempo di vedere gli amici, strozzato dal lavoro e dagli impegni, ah sempre i soliti amici, la verita’ e’che contano piu’ loro di me, oppure, hai lasciato di nuovo l’orologio sul comodino , non posso essere la tua balia e tenerti tutto da parte, cerca di sforzarti qualche volta, o peggio, una volta venivi piu’ spesso da me, prche’ non ti fermi a dormire?
La ragazza che vive con i genitori invece avra’ comportamento opposto ma del tutto analogo a quella che vive da sola, cerchera’ in tutti i modi di piazzarsi in casa vostra e iniziera’ a dare direttive, che brutto quel quadro, ma e’ di Tommaso Cascella, l’ho pagato tremila e rotti euri…chissenefrega, da domani in cantina, ma non ce l’ho, la cantina intendo, e allora gli daremo una mano di bianco!
nel caso invece voi non la possiate ospitare, sempre dopo il famoso paio di mesi iniziera’ con la solita tiritera: fai qualcosa, comprati una casa, oppure potremmo affittarne una insieme, non puoi ancora vivere con i tuoi/amici/amiche/etc/etc!
insomma la donna dopo due mesi si lamenta.
comunque...
Comunque, qualunque plausibile giustificazione voi diate ad un a qualunque assurda recriminazione non verra’ ascoltata, anzi, sara’ motivo di rancore crescente e guai a rinfacciare chesso’ i cento chili di creme aperte sul lavello, i lavandini infestati di capelli carnivori, le mutande e i regipetti volanti appesi in giro per casa etc etc, sarebbe solo peggio!
In realta’ con le sue recriminazioni la Donna mostra solo il suo bisogno di coccole, quindi per tenerla buona bisogna che anche voi facciate un piccolo passo verso di lei.
Uno dei passi principali e’ la dimostrazione di attenzioni.
Consiglio sempre a chi volesse impelagarsi in una storia amorosa di partire con i piedi sdi piombo, non abituare la ragazza a mille messaggi al giorno, a regali improvvisi e frequenti etc etc. se infatti queste azioni facilitano la fase “conoscenza biblica” sono letali per un rapporto che superi i due mesi. Dopo tale soglia infatti, il livello di vita paventato nel primo periodo della frequentazione finira’, fisiologicamente per abbassarsi, piu’ il livello si abbassa piu’ saranno grandi le recriminazioni! Aver invece abituato la propria ragazza al nulla fara’ si che ogni gesto caritatevole, tipo acquisto di una caramella Rossana, una carezza sulla testa o un grattino sulla pancia sembrino incommensurabili gesti d’amore.
Inoltre questi gesti e’ meglio iniziare a farli con calma, una carezza dopo due mesi, un regalino dopo tre, rigorosamente in crescendo (altrimenti recriminazioni subito! Mi facevi le carezze, mi facevi i regalini…)
Un altro trucco per tenersi stretta la nostra donna di compagnia (non pensiate male ma e’ cosi’, ci fa’ un sacco di compagnia!)e’ quello di non dare mai nulla per scontato, ne che lei stara’ con noi per tutta la vita ne, soprattutto, che dobbiate farlo voi.
Ricordatele quindi ogni tanto, tra una chiacchiera e l’altra che prima o poi finira’, che nulla e’: ”per sempre” (ok a parte i diamanti Damiani o come cavolo si chiamano…vorrei proprio vedere poi se ci avvicino un accendino se quei diamanti sono “per sempre”…).
Anche al letto conviene, se la ragazza ci piace davvero, risparmiarsi un po’. Vi viene in mente una fantasia, proprio quella che avevate sperimentato con quella brasiliana da paura e che l’aveva fatta impazzire di piacere? Beh, quella e’ la migliore che conoscete da usare per una donna! Bene, non usatela subito, tenetela nel cassettino delle armi di riserva. Il giuorno che lei vi recriminera’ qualche cosa, e quindi probabilmente farete pace e, probabilmente farete pace fra le lenzuola bene, quello on e’ ancora il momento buono (senno’ lei pensa che voi siete piu’ fantasiosi solo quando si incavola). Il giorno dopo, e’ questo il trucco, quando le tensioni della litigata sono ormai svanite, bene, e’ allora che dovete diventare dei super amanti passionali!
Cosa succede se non applicate queste basilari regole di comportamento in presenza di donne?
Anche in questo caso le opzioni sono due:
-deperimento fisico con consequenziale aumento dellla massa
-ricerca di un altro partner
una donna infatti quando non si sente piu’ al centro delle attenzioni del maschio dominante (la donna sceglie sempre il maschio dominante, o, almeno quello che ha lei pare tale, se voi non siete per lei il maschio dominante siete destinati a durare poco ed essere comunque scartati in favore di quest’ultimo, molto probabilmente me…) puo’ reagire in due modi opposti; o, in preda a crisi depressive cerchera’ di destare le vostre attenzioni, cucinando per voi pietanze prelibate ed invitandovi di continuo a cena fuori nella vana speranza che voi vi accorgiate di lei, aumentando quindi spasmodicamente di peso e brufoli o , molto piu’ probabilmente si dedichera’ ad un altro uomo.
Bene, ho parlato molto, ma ritengo che l’argomento meritava di essere sviscerato a dovere, altri piccoli consigli possono essere quello di porte la donna ogni tanto dal vete…ehm da ginecologo per un controllo e, ogni tanto a cena fuori, non troppo pero’, infatti le donne, una volta sistemate, accasate, fidanzate insomma, tendono naturalmente ad un leggero aumento di peso, sicure che, l’aspetto fisico sia diventato marginale. Quindi, ancora, ricordate di non dare mai nulla per scontato e, se una donna dovesse dare i primi segni di cedimento fatelo sottilmente notare, che almeno si segni in palestra o inizi una dieta!. Se avrete pero’ seguito la regola per cui all’inizio si parte piano e poi si cresce sempre la durata di una donna dovrebbe essere attorno ai 4/5 anni. Dopodiche’ siate voi a cambiare!
La spiaggia
L’arrivo dell’estate coglie impreparati molti maschi in eta’ riproduttiva.
I chili in eccesso delle mangiate domenicali, il calcio minuto per minuto seguito per una intera stagione piu’ le coppe, il logorante lavoro di ufficio e o lo studio hanno fatto si che nella loro persona si formasse una definitivo cambiamento dei geni. Cosi’ all’uomo comune e’ spuntata un incipiente pancetta mentre la donna comune, che nel frattempo durante le partite di pallone faceva shopping e che nella paura pranzo andava a fare aerostepfunkspinnig si ritrova un ventre piatto che si puo’ usare come piano di riscontro.
Cosi’ mentre all’uomo medio la camicia si allarga l’abbilgiamento femminile si restringe a dismisura fino a microscopici pezzettini di stoffa.
Signori e signore e’ arrivata l’estate.
Uno dei luoghi tipici dell’estate e’ la spiaggia. In quel caranio infernale che si riversa generalmente in pochi metri quadrati di sabbia di silicio alla temperatura del sole infatti, si possono trovare numerose prede.
La scelta della preda
scegliere la preda in spiaggia e’ molto piu’ semplice che in qualunque altro posto del mondo. Intanto le donne non possono barare troppo. Se infatti il seno e’ tutto spostato al centro, come piace a noi, ma i lati sono vuoti e sguarniti la ragazza ha un push up parancato fino a sette kili, se la ragazza indossa sempre un pareo di colore scurissimo anche mentre fa il bagno, sospettate qualcosa in piu’ di qualche fisiologica pallina di cellulite e cosi’ via.
La spiaggia e’ inoltre rivelatrice della cura che le donne hanno per il loro corpo, peli sotto le ascelle? Avete davatni una figlia dei fiori o una ragazza poco curata. Lo valgasi per i peli delle gambe. Se la ragazza ha la barba ponetevi invece qualche domanda, forse i vostri gusti si sono leggermente modificati.
Il lettino
Il piazzamento del lettino deve essere conseguenziale alla scelta della preda, se scegliamo una ragazza e ci andiamo a mettere a cento chilometri di distanza la tecnica diventa molto complicata, quindi facilitiamoci la vita. Ora, e’ bene tener presente che uno dei nostri avversari piu’ temuti e’ il bagnino, quindi, quando avete affittato la sdraio fate un favore al bagnino, la sdraio portatevela da soli!
In questo modo sceglierete piu’ liberamente il posto dove piazzarla e portete mostrare tutti i vostri muscoli nell’aprirla (evitate figure paperinesche del tipo incastrati nella sdraio mezza aperta).
La presa del sole
Prendere il sole e’ un arte. Arrivare sul lettino da spiaggia pallidi invece, uno scempio.
La fase preliminare l’andata al lido maritimo consta di almeno tre settimane.
Durante la prima settimana bisogna rimettere in sesto il fisico, si va a correre, si mangia un po’ meno e soprattutto si beve meno (non c’e’ bisogno di strafare, quindi vietato andare da messeghe’ o dal chirurgo… e anche sulla palestra avrei molte cose da ridire), inoltre, importantissimo, si inizia a prendere il sole!
Per farlo basta la pausa pranzo, un oretta in costume al parco comunale o in terrazzza non ce la toglie nessuno e non e’ neanche reato.
Inutile, o meglio poco efficaci e spesso dannose le varie creme solari, usate la nieva (a meno che non siate proprio della larve pallide ed e’ la prima volta che prendete il sole dopo anni).
Bene, siamo pronti, arrivati quindi in spiaggia in una forma decente e piazzato il vostro letino in un punto strategico tirate fuori il vostro armamentario
-Un pareo
-la nivea
-un libro
-una radio (una radio discreta, non il GhettoBlaster da 200 megawatt…)
sistemato il pareo (in sua mancanza consiglio un ottimo telo monocromatico, magari blu scuro, delle dimensioni di un lenzuolo, si compra a metro, costa la meta’ di uno di qualunque marca e fa’ un effetto decisamente migliore) sopra la sdraiaci mettiamo comodi accendiamo la radio, meglio se mettiamo un cd che conosciamo e che fa molto estate relax.
Ci sdraiamo e iniziamo a leggere, o meglio, iniziamo a far finta di leggere mentre, invece, scrutiamo intorno a noi se qualche ragazza da segni di interesse o su quale eventualmente puntare le nostre attenzioni; badare bene, se si nota che una ragazza mostra interesse sara’ lei l’oggetto delle nostre attenzioni, se altrimenti la scartiamo per una, magari piu’ carina ma che non ha mostrato tali segni rischiamo di perderle entrambe.
Comunque, generalmente le ragazze nascondono molto bene il loro interessamento (ma e’ qui che si differenzia il vero samot) o meglio, generalmente sono poco interessate.
Scelta cumunque la preda e’ ora di passare all’attacco, alziamo legermente il volume della radio iniziamo a spalmarci la crema, lentamente.
Mentre compiamo tale operazione, chiedimo alla nostra preda, vicina di lettino se per caso, la musica non sia troppo alta e non dia fastidio, ora e’ tutto nelle vostra meni, pavete varie opzioni:
dalla piu’ soft: “io vado a prendermi una cosa fresca al bar, vuoi qualcosa”?
alla piu’ estrema:”sulla schiena non ci arrivo, me la spalmeresti un po’ di crema?”
I chili in eccesso delle mangiate domenicali, il calcio minuto per minuto seguito per una intera stagione piu’ le coppe, il logorante lavoro di ufficio e o lo studio hanno fatto si che nella loro persona si formasse una definitivo cambiamento dei geni. Cosi’ all’uomo comune e’ spuntata un incipiente pancetta mentre la donna comune, che nel frattempo durante le partite di pallone faceva shopping e che nella paura pranzo andava a fare aerostepfunkspinnig si ritrova un ventre piatto che si puo’ usare come piano di riscontro.
Cosi’ mentre all’uomo medio la camicia si allarga l’abbilgiamento femminile si restringe a dismisura fino a microscopici pezzettini di stoffa.
Signori e signore e’ arrivata l’estate.
Uno dei luoghi tipici dell’estate e’ la spiaggia. In quel caranio infernale che si riversa generalmente in pochi metri quadrati di sabbia di silicio alla temperatura del sole infatti, si possono trovare numerose prede.
La scelta della preda
scegliere la preda in spiaggia e’ molto piu’ semplice che in qualunque altro posto del mondo. Intanto le donne non possono barare troppo. Se infatti il seno e’ tutto spostato al centro, come piace a noi, ma i lati sono vuoti e sguarniti la ragazza ha un push up parancato fino a sette kili, se la ragazza indossa sempre un pareo di colore scurissimo anche mentre fa il bagno, sospettate qualcosa in piu’ di qualche fisiologica pallina di cellulite e cosi’ via.
La spiaggia e’ inoltre rivelatrice della cura che le donne hanno per il loro corpo, peli sotto le ascelle? Avete davatni una figlia dei fiori o una ragazza poco curata. Lo valgasi per i peli delle gambe. Se la ragazza ha la barba ponetevi invece qualche domanda, forse i vostri gusti si sono leggermente modificati.
Il lettino
Il piazzamento del lettino deve essere conseguenziale alla scelta della preda, se scegliamo una ragazza e ci andiamo a mettere a cento chilometri di distanza la tecnica diventa molto complicata, quindi facilitiamoci la vita. Ora, e’ bene tener presente che uno dei nostri avversari piu’ temuti e’ il bagnino, quindi, quando avete affittato la sdraio fate un favore al bagnino, la sdraio portatevela da soli!
In questo modo sceglierete piu’ liberamente il posto dove piazzarla e portete mostrare tutti i vostri muscoli nell’aprirla (evitate figure paperinesche del tipo incastrati nella sdraio mezza aperta).
La presa del sole
Prendere il sole e’ un arte. Arrivare sul lettino da spiaggia pallidi invece, uno scempio.
La fase preliminare l’andata al lido maritimo consta di almeno tre settimane.
Durante la prima settimana bisogna rimettere in sesto il fisico, si va a correre, si mangia un po’ meno e soprattutto si beve meno (non c’e’ bisogno di strafare, quindi vietato andare da messeghe’ o dal chirurgo… e anche sulla palestra avrei molte cose da ridire), inoltre, importantissimo, si inizia a prendere il sole!
Per farlo basta la pausa pranzo, un oretta in costume al parco comunale o in terrazzza non ce la toglie nessuno e non e’ neanche reato.
Inutile, o meglio poco efficaci e spesso dannose le varie creme solari, usate la nieva (a meno che non siate proprio della larve pallide ed e’ la prima volta che prendete il sole dopo anni).
Bene, siamo pronti, arrivati quindi in spiaggia in una forma decente e piazzato il vostro letino in un punto strategico tirate fuori il vostro armamentario
-Un pareo
-la nivea
-un libro
-una radio (una radio discreta, non il GhettoBlaster da 200 megawatt…)
sistemato il pareo (in sua mancanza consiglio un ottimo telo monocromatico, magari blu scuro, delle dimensioni di un lenzuolo, si compra a metro, costa la meta’ di uno di qualunque marca e fa’ un effetto decisamente migliore) sopra la sdraiaci mettiamo comodi accendiamo la radio, meglio se mettiamo un cd che conosciamo e che fa molto estate relax.
Ci sdraiamo e iniziamo a leggere, o meglio, iniziamo a far finta di leggere mentre, invece, scrutiamo intorno a noi se qualche ragazza da segni di interesse o su quale eventualmente puntare le nostre attenzioni; badare bene, se si nota che una ragazza mostra interesse sara’ lei l’oggetto delle nostre attenzioni, se altrimenti la scartiamo per una, magari piu’ carina ma che non ha mostrato tali segni rischiamo di perderle entrambe.
Comunque, generalmente le ragazze nascondono molto bene il loro interessamento (ma e’ qui che si differenzia il vero samot) o meglio, generalmente sono poco interessate.
Scelta cumunque la preda e’ ora di passare all’attacco, alziamo legermente il volume della radio iniziamo a spalmarci la crema, lentamente.
Mentre compiamo tale operazione, chiedimo alla nostra preda, vicina di lettino se per caso, la musica non sia troppo alta e non dia fastidio, ora e’ tutto nelle vostra meni, pavete varie opzioni:
dalla piu’ soft: “io vado a prendermi una cosa fresca al bar, vuoi qualcosa”?
alla piu’ estrema:”sulla schiena non ci arrivo, me la spalmeresti un po’ di crema?”
Il Gallinaccio
Tra I nostri meno temibili rivali si colloca il Gallinaccio.
Questo esemplare di uomo e’ sempre facilmente riconoscibile, proprio per questo non desta particolari preoccupazioni.
Il Gallinaccio, prende il suo nome dalla sua tipica acconciatura, che e’ generalmente composta da capelli (come tutti) e un vasetto e mezzo di Gel spalmato sopra. Alcuni modelli di gallinaccio particolarmente arditi generano con questo miscuglio di gel e capelli delle pittoresche creste (da cui il nome).
La tecnica del gallinaccio
Il gallinnaccio, appartendo alla famiglia dei gallinacei, nota per le ridotte dimensioni della scatola cranica, e’ di norma poco intelligente. Per questo la sua tecnica si limita generalmente nel razzolamento per l’aia in cerca di una possibile pollastrella da concupire.
Appena ne individua una, come il piu’ scontato dei galletti amburghesi, confia il petto ed emette incomprensibili suoni.
Inutile dire che il gallinaccio non va’ mai “a punto”.
Cosa fare se ne incontrate uno?
Per il bene della societa’ I gallinacci sono buoni arrosto, quindi arrostiteli di invidia, e’ l’unico sistema per fargli capire l’inutilita’ della loro tecnica.
Qui di seguito narrero’ un breve episodio accadutomi una volta in un bar della mia citta’ noto per la frequentazione di straniere!
Situazione
Samot in disparte chiccchiera con amici annoiato e per nulla interessato a cio’ che accade intorno.
Quand’ecco egli scorge all’orizzonte il tipico Gallinaccio italico.
Il Gallinnaccio razzola per il locale senza meta, finche non giunge in prossimita’ di samot e di 4 giovini pollastrelle di nazionalita’ incerta (si scoprira’ americana).
Non essendo sgallinate italiche il Gallinaccio non ha argomenti di discussioni, cosi’ si limita a camminare loro intorno mostranto il petto coperto da vistoso piumaggio (leggi peli…)
Ora, l’unica soluzione per superare l’impasse e’ evidente ai piu’, basterebbe attacare bottone, ma il galliaccio non lo sa’ fare.
Cosi’ io mi avvicino, e gli rubo la scena, mi presento, mi siedo con loro, faccio due chiacchiere mentre, dietro di me, il gallinaccio si cuoce al fuoco lento della rabbia!
Questo esemplare di uomo e’ sempre facilmente riconoscibile, proprio per questo non desta particolari preoccupazioni.
Il Gallinaccio, prende il suo nome dalla sua tipica acconciatura, che e’ generalmente composta da capelli (come tutti) e un vasetto e mezzo di Gel spalmato sopra. Alcuni modelli di gallinaccio particolarmente arditi generano con questo miscuglio di gel e capelli delle pittoresche creste (da cui il nome).
La tecnica del gallinaccio
Il gallinnaccio, appartendo alla famiglia dei gallinacei, nota per le ridotte dimensioni della scatola cranica, e’ di norma poco intelligente. Per questo la sua tecnica si limita generalmente nel razzolamento per l’aia in cerca di una possibile pollastrella da concupire.
Appena ne individua una, come il piu’ scontato dei galletti amburghesi, confia il petto ed emette incomprensibili suoni.
Inutile dire che il gallinaccio non va’ mai “a punto”.
Cosa fare se ne incontrate uno?
Per il bene della societa’ I gallinacci sono buoni arrosto, quindi arrostiteli di invidia, e’ l’unico sistema per fargli capire l’inutilita’ della loro tecnica.
Qui di seguito narrero’ un breve episodio accadutomi una volta in un bar della mia citta’ noto per la frequentazione di straniere!
Situazione
Samot in disparte chiccchiera con amici annoiato e per nulla interessato a cio’ che accade intorno.
Quand’ecco egli scorge all’orizzonte il tipico Gallinaccio italico.
Il Gallinnaccio razzola per il locale senza meta, finche non giunge in prossimita’ di samot e di 4 giovini pollastrelle di nazionalita’ incerta (si scoprira’ americana).
Non essendo sgallinate italiche il Gallinaccio non ha argomenti di discussioni, cosi’ si limita a camminare loro intorno mostranto il petto coperto da vistoso piumaggio (leggi peli…)
Ora, l’unica soluzione per superare l’impasse e’ evidente ai piu’, basterebbe attacare bottone, ma il galliaccio non lo sa’ fare.
Cosi’ io mi avvicino, e gli rubo la scena, mi presento, mi siedo con loro, faccio due chiacchiere mentre, dietro di me, il gallinaccio si cuoce al fuoco lento della rabbia!
Prove di innamoramento
Prologo
La mia busta, fuori dal supermercato contiene nell’ordine: uno yogurt alle fragole fattoria scaldasole, una confezione di bistecche, una bottiglia di coca cola, una confezione di Omino Bianco al sapone di Marsiglia per la lavatrice, tre mele.
Le sue tre buste della spesa sono piene di ogni ben di dio,dalla frutta alle brioches, da kili carna a tutti i gusti di gelato carte d'ore possibili immaginabili.Mentre lei le carica nella sua macchina io sono vicino al mio squallido scooter (la moto non e’ comoda per fare la spesa…).
Sempre io, sono vestito come l’ultimo dei barboni, con un tocco "tossico-devastato" che mi fa’ assomigliare ad uno dei Gibboni della terza gabbia dello zoo.
Lei, nella sua semplicissima tuta con cappuccio sembra Sandra Bullok che che sta’ andando in palestra.
Approccio
Ci vediamo, cioe’ io l’ho gia’ vista quando finalmente mi nota anche lei, sono sicuro di me:
-ciao Simona
no,non sono piu’ affatto sicuro che si chiami Simona, lei e’ perplessa. Cosi’, nonostante si capisca benissimo che lei si ricordi esattamente il mio nome, finge un po’ di concentrarsi finche non mi saluta col mio.
Accanto alla sua autovettura parliamo del meno e del nulla, di mare e montagne, di tempo e meteo, di cani e gatti, di Sandra Bullok (beh ormai glielo dovevo dire) e dello scimmione (ne parla lei… meglio gioire per il fatto di aver avuto ragione o suicidarsi per l’analogia?).
-beh, vado a riportare il carrello..
-ti accompagno io ovviamente (12 metri a dire tanto)
e’ ora di riprovare
-e quindi Alessia? Ti sei poi laureata in medicina?
Vengo cosi’ a sapere che ancora non si e’ laureata, che studia nell’ospedale dove anche mia sorella prepara la tesi, che e’ andata in barca, poi a new york, che per fortuna che il suo ragazzo lavora perche’ almeno uno dei due porta i soldi a casa, ed ecco, deve essere stato li’, deve essere stato in quel preciso momento, in quell’attimo, in quella frazione minuscola di tempo che e’ intercorsa tra le parole “fortuna che” e “ragazzo lavora”. Meglio, e’ stato quel “mio” in mezzo che deve avermi fatto tornare a galla tutti i ricordi rinchiusi nel vasone di pandora della mia memoria, cara Agnese, ecco perche’ non eravamo usciti quella sera, ora mi ricordo, dovevamo andare a cena fuori, poi salto' fuori questa storia, questo nuovo attore entro' brutalmente in scena presentandosi con un gelato in una mano e con la mia mano nell’altra, mentre vicendevolmente ce le scuotevamo e io ancora mi chiedevo chi fosse quell’individuo che ti accompagnasse. Ho scoperto poi essere anche lui un Samot, non perche’ Samot persona fica e affidabile, ma Samot omonimo, aveva il mio stesso nome, era un destino.
Beh pero’, AGNESE, sei ancora piuttosto carina (vabbe’ sei fica, mo l’ho detto e non scocciatemi piu’) e sei pure fidanzata, e allora glielo dico, glielo dico che sarebbe un ottima ragazza per me, poiche’ alla sua eta’ e’ fidanzata, qualcuno l’ha gia’ provata, funziona bene, e’ un prodotto testato sugli uomini!
Io invece sono solo, pero’ prima ero fidanzato pure io, insomma, AGNESE, il tuo ragazzo poi si chiama pure come me, non devi neanche imparare un nome nuovo e se, mentre faremo l’amore ti sbaglierai, nessuno se ne accorgera’, occhio vede cuore non duole. E i tuoi amici, i tuoi pessimi amici, quando subdolamente ti chiederanno “Stai ancora con Samot? ” tu, senza mentire potrai rispondere “si”, evitando tutti quei noiosi pettegolezzi che si fanno in queste situazioni. Ecco, glielo dico, non ci sono svantaggi a “splittare” da un Samot ad un altro, solo convenienza!
Ma lei ride, fa’ finta di non capire la serieta’ della situazione
Conclusione
Mesto mesto, adesso batte piu’ lento, ciao come stai?
Ah no, questa era una canzone di Lucio Dalla…
Mesto mesto la saluto con un ciao, non perdiamoci di vista che equivale quasi ad un addio, lei piu’ pragmaticamente mi da’ appuntamento a settembre (cavolo e’ maggio) quando sicuramente ci rincontreranno.
Torno al mio squallido scooter, non ha neanche le marce, allaccio il casco, giro la chiave avio il motore.
Oh destino infame, un'altra chance sfumata, un'altra donna che e’ transitata per il mio cuore senza fermarsi neanche un secondino,lei, lei che sarebbe stata quella giusta, quella su cui investire tutte le proprie energie, quella per la quale ti lasci andare, abbatti tutti i muri che anni di delusioni amorose hanno innalzato, lei, l’essere perfetto che Dio Onnipotente aveva creato per me e che il destino beffardo ed impreciso ha affidato erroneamente alla mia brutta e omonima copia, la vita finisce qui, oggi, in questo parcheggio di questo anonimo supermercato… quand’ecco… la vedo e’ lei!
-ciao Carla!
Ma si chiamava poi Carla questo angelo sceso in terra?
La mia busta, fuori dal supermercato contiene nell’ordine: uno yogurt alle fragole fattoria scaldasole, una confezione di bistecche, una bottiglia di coca cola, una confezione di Omino Bianco al sapone di Marsiglia per la lavatrice, tre mele.
Le sue tre buste della spesa sono piene di ogni ben di dio,dalla frutta alle brioches, da kili carna a tutti i gusti di gelato carte d'ore possibili immaginabili.Mentre lei le carica nella sua macchina io sono vicino al mio squallido scooter (la moto non e’ comoda per fare la spesa…).
Sempre io, sono vestito come l’ultimo dei barboni, con un tocco "tossico-devastato" che mi fa’ assomigliare ad uno dei Gibboni della terza gabbia dello zoo.
Lei, nella sua semplicissima tuta con cappuccio sembra Sandra Bullok che che sta’ andando in palestra.
Approccio
Ci vediamo, cioe’ io l’ho gia’ vista quando finalmente mi nota anche lei, sono sicuro di me:
-ciao Simona
no,non sono piu’ affatto sicuro che si chiami Simona, lei e’ perplessa. Cosi’, nonostante si capisca benissimo che lei si ricordi esattamente il mio nome, finge un po’ di concentrarsi finche non mi saluta col mio.
Accanto alla sua autovettura parliamo del meno e del nulla, di mare e montagne, di tempo e meteo, di cani e gatti, di Sandra Bullok (beh ormai glielo dovevo dire) e dello scimmione (ne parla lei… meglio gioire per il fatto di aver avuto ragione o suicidarsi per l’analogia?).
-beh, vado a riportare il carrello..
-ti accompagno io ovviamente (12 metri a dire tanto)
e’ ora di riprovare
-e quindi Alessia? Ti sei poi laureata in medicina?
Vengo cosi’ a sapere che ancora non si e’ laureata, che studia nell’ospedale dove anche mia sorella prepara la tesi, che e’ andata in barca, poi a new york, che per fortuna che il suo ragazzo lavora perche’ almeno uno dei due porta i soldi a casa, ed ecco, deve essere stato li’, deve essere stato in quel preciso momento, in quell’attimo, in quella frazione minuscola di tempo che e’ intercorsa tra le parole “fortuna che” e “ragazzo lavora”. Meglio, e’ stato quel “mio” in mezzo che deve avermi fatto tornare a galla tutti i ricordi rinchiusi nel vasone di pandora della mia memoria, cara Agnese, ecco perche’ non eravamo usciti quella sera, ora mi ricordo, dovevamo andare a cena fuori, poi salto' fuori questa storia, questo nuovo attore entro' brutalmente in scena presentandosi con un gelato in una mano e con la mia mano nell’altra, mentre vicendevolmente ce le scuotevamo e io ancora mi chiedevo chi fosse quell’individuo che ti accompagnasse. Ho scoperto poi essere anche lui un Samot, non perche’ Samot persona fica e affidabile, ma Samot omonimo, aveva il mio stesso nome, era un destino.
Beh pero’, AGNESE, sei ancora piuttosto carina (vabbe’ sei fica, mo l’ho detto e non scocciatemi piu’) e sei pure fidanzata, e allora glielo dico, glielo dico che sarebbe un ottima ragazza per me, poiche’ alla sua eta’ e’ fidanzata, qualcuno l’ha gia’ provata, funziona bene, e’ un prodotto testato sugli uomini!
Io invece sono solo, pero’ prima ero fidanzato pure io, insomma, AGNESE, il tuo ragazzo poi si chiama pure come me, non devi neanche imparare un nome nuovo e se, mentre faremo l’amore ti sbaglierai, nessuno se ne accorgera’, occhio vede cuore non duole. E i tuoi amici, i tuoi pessimi amici, quando subdolamente ti chiederanno “Stai ancora con Samot? ” tu, senza mentire potrai rispondere “si”, evitando tutti quei noiosi pettegolezzi che si fanno in queste situazioni. Ecco, glielo dico, non ci sono svantaggi a “splittare” da un Samot ad un altro, solo convenienza!
Ma lei ride, fa’ finta di non capire la serieta’ della situazione
Conclusione
Mesto mesto, adesso batte piu’ lento, ciao come stai?
Ah no, questa era una canzone di Lucio Dalla…
Mesto mesto la saluto con un ciao, non perdiamoci di vista che equivale quasi ad un addio, lei piu’ pragmaticamente mi da’ appuntamento a settembre (cavolo e’ maggio) quando sicuramente ci rincontreranno.
Torno al mio squallido scooter, non ha neanche le marce, allaccio il casco, giro la chiave avio il motore.
Oh destino infame, un'altra chance sfumata, un'altra donna che e’ transitata per il mio cuore senza fermarsi neanche un secondino,lei, lei che sarebbe stata quella giusta, quella su cui investire tutte le proprie energie, quella per la quale ti lasci andare, abbatti tutti i muri che anni di delusioni amorose hanno innalzato, lei, l’essere perfetto che Dio Onnipotente aveva creato per me e che il destino beffardo ed impreciso ha affidato erroneamente alla mia brutta e omonima copia, la vita finisce qui, oggi, in questo parcheggio di questo anonimo supermercato… quand’ecco… la vedo e’ lei!
-ciao Carla!
Ma si chiamava poi Carla questo angelo sceso in terra?
La donna col cerone
Se e’ vero che le l’abito fa’ il monaco e se e’ vero che siamo cosa indossiamo, allora e’ ancora piu’ vero che le donne sono come si truccano.
Il lato esteriore del loro viso e’ esattamente come vogliono apparire e, salvo rare eccezioni di truffaldine signore il trucco di una donna rivela di lei un sacco di particolari che possono sempre essere utili al predatore famelico.
Il caso che verra’ qui analizzato sara’ quello della ragazza col cerone.
In realta’ poi, oggi non si tratta piu’ neanche del vecchio e inossidabile cerone su cui rimanevano incollate le guance dei poveri baciatori anni ottanta. La moderna tecnica infatti ha messo a disposizione del genere femminile nuovissimi impiastri di fango e terra che quasi non lasciano traccia (quasi perche’ i segni rimangono comunque evidenti su colletti e magliette soprattutto se chiare!).
Ma veniamo al punto, la patita del trucco generalmente esagera un po’, ho vesto donne non riuscire ad aprire gli occhi a causa del peso del rimmel che avevano messo sulle ciglia o, donne cui al primo sorriso si sono sbriciolate le guance, ecco, indipendentemente dai gusti, oggi queste ragazze saranno il nostro target.
Punto primo.
Chi sono queste ragazze? Le ragazze truccate (molto truccate) sono in generale ragazze “veraci” per restare sul soft, diciamo che sono ragazze cui in generale piace apparire un po’ vistose, generalmente fanno dei lavori a contatto con l’estetica delle persone.
Queste ragazze a dispetto della loro esteriorita’ sono pero’ molto timide, se infatti i modi sono aggressivi cosi’ come la loro immagine, spesso sotto i chili di fard si nasconde una innata timidezza.
Ora come agire con questi soggetti?
Bene a nostro favore giocano i suddetti fattori.
Per cui con queste ragazze e’ necessario simulare un certo romanticismo, tanto piu’ che poi la loro timidezza sparisce immediatamente nel momento in cui si lasciano andare.
Uno degli approcci piu’ comuni che si possono utilizzare con queste ragazze e’ parlare di televisione. Questi soggetti sono infatti generalmente informatissimi su tutto cio’ che avviente dall’altra parte del tubo catodico (o dei cristalli liquidi, visto che generalmente nelle loro case non puo’ mancare un sistema al plasma con dolby sorround per seguire meglio le avventure oggi della fiction preferita domani del reality show piu’ in voga).
Se non siete pero’ piu’ che aggiornati sull’ultimo pettegolezzo evitate di parlarne, riscchiereste una figuraccia o ancor peggio un pedissequo resoconto del gossip degli ultimi 16 mesi.
Puntiamo quindi sull’immagine, altro argomento cui vale veramente la pena parlare.
Senza troppi giri di parole possiamo infatti intavolare una bella discussione sul nostro look, il suo per vostra regola e’ perfetto e non dovete mancare di farlo notare.
Chiedete consigli sulla vostra capigliatura, sull’abito o su quello che vi viene in mente.
Generalmente la ragazza truccata vi dara’ un sacco di consigli, si sciogliera’ con le ultime mode in fatto di stile e accessori fino a stravolgere completamente il vostro usuale modo di abbigliarvi e prepararvi. E’ quello che vogliamo, ora possiamo chiedere alla ragazza col trucco se ci puo’ accompagnare nei posti giusti o se puo’ venire da noi a dare un occhiata al nostro guardaroba per dirci cosa va bene e cosa no.
Se dice si e’ fatta, altrimenti non preoccupatevi, la ragazza col trucco generalmente non si fa scrupoli a darvi il due di picche alla terza battuta.
Il lato esteriore del loro viso e’ esattamente come vogliono apparire e, salvo rare eccezioni di truffaldine signore il trucco di una donna rivela di lei un sacco di particolari che possono sempre essere utili al predatore famelico.
Il caso che verra’ qui analizzato sara’ quello della ragazza col cerone.
In realta’ poi, oggi non si tratta piu’ neanche del vecchio e inossidabile cerone su cui rimanevano incollate le guance dei poveri baciatori anni ottanta. La moderna tecnica infatti ha messo a disposizione del genere femminile nuovissimi impiastri di fango e terra che quasi non lasciano traccia (quasi perche’ i segni rimangono comunque evidenti su colletti e magliette soprattutto se chiare!).
Ma veniamo al punto, la patita del trucco generalmente esagera un po’, ho vesto donne non riuscire ad aprire gli occhi a causa del peso del rimmel che avevano messo sulle ciglia o, donne cui al primo sorriso si sono sbriciolate le guance, ecco, indipendentemente dai gusti, oggi queste ragazze saranno il nostro target.
Punto primo.
Chi sono queste ragazze? Le ragazze truccate (molto truccate) sono in generale ragazze “veraci” per restare sul soft, diciamo che sono ragazze cui in generale piace apparire un po’ vistose, generalmente fanno dei lavori a contatto con l’estetica delle persone.
Queste ragazze a dispetto della loro esteriorita’ sono pero’ molto timide, se infatti i modi sono aggressivi cosi’ come la loro immagine, spesso sotto i chili di fard si nasconde una innata timidezza.
Ora come agire con questi soggetti?
Bene a nostro favore giocano i suddetti fattori.
Per cui con queste ragazze e’ necessario simulare un certo romanticismo, tanto piu’ che poi la loro timidezza sparisce immediatamente nel momento in cui si lasciano andare.
Uno degli approcci piu’ comuni che si possono utilizzare con queste ragazze e’ parlare di televisione. Questi soggetti sono infatti generalmente informatissimi su tutto cio’ che avviente dall’altra parte del tubo catodico (o dei cristalli liquidi, visto che generalmente nelle loro case non puo’ mancare un sistema al plasma con dolby sorround per seguire meglio le avventure oggi della fiction preferita domani del reality show piu’ in voga).
Se non siete pero’ piu’ che aggiornati sull’ultimo pettegolezzo evitate di parlarne, riscchiereste una figuraccia o ancor peggio un pedissequo resoconto del gossip degli ultimi 16 mesi.
Puntiamo quindi sull’immagine, altro argomento cui vale veramente la pena parlare.
Senza troppi giri di parole possiamo infatti intavolare una bella discussione sul nostro look, il suo per vostra regola e’ perfetto e non dovete mancare di farlo notare.
Chiedete consigli sulla vostra capigliatura, sull’abito o su quello che vi viene in mente.
Generalmente la ragazza truccata vi dara’ un sacco di consigli, si sciogliera’ con le ultime mode in fatto di stile e accessori fino a stravolgere completamente il vostro usuale modo di abbigliarvi e prepararvi. E’ quello che vogliamo, ora possiamo chiedere alla ragazza col trucco se ci puo’ accompagnare nei posti giusti o se puo’ venire da noi a dare un occhiata al nostro guardaroba per dirci cosa va bene e cosa no.
Se dice si e’ fatta, altrimenti non preoccupatevi, la ragazza col trucco generalmente non si fa scrupoli a darvi il due di picche alla terza battuta.
Samot Vs Richard Gere
Come un emulo “American gigolò’” apro l’armadio e studio i vestiti per l’occasione, a farmi da colonna sonora però non c'è Blondie con "Call me", ma Anna Oxa, con il suo altrettanto accattivante “Pagliaccio azzurro”. Per niente influenzato scelgo una camicia azzurra e un golf di cotone azzurro; li butto sul letto, che non è rifatto con lenzuola di seta nera, al suo posto un super copriletto con gli orsetti di Ikea che mi guardano di traverso; accosto ai due capi i pantaloni, anch'essi inevitabilmente blu. L’insieme mi rimanda con i pensieri a quando ero bambino, quando guardavo i Puffi Blu, non è l'effetto che volevo.
Tolgo la camicia azzurra e ne inserisco una bianca:
Samot 1 Richard 0.
Via sotto la doccia, canticchio “Sento” (“un fuoco che mi brucia dentro”) sempre dallo stesso cd della Oxa. Al ritmo della musica aumento gradualmente la temperatura, l’effetto sauna è mostruoso, ma anche questa volta riesco ad arrivare a fine corsa:
Acqua fredda 0 Acqua calda 1.
Quando esco sono un pomodoro pachino di mezzo agosto, davanti allo specchio, mentre mi faccio la barba, gonfio il bicipide e il pettorale, quasi uguale, ma lui aveva già i capelli bianchi, io ancora no.
Samot 2 Richard 0.
Ti sto massacrando mio caro.
Ok, adesso passiamo ai capelli, guardo sopra lo scaffale, oggi serata particolare, scelgo la cera “inglese” comprata da Boots, l’unica che riesce a dare un perfetto effetto “sparkling“. La passo lentamente nei capelli, come al solito questa operazione è leggermente difficoltosa:
Capelli 1 samot 0 stanno a cavolo come al solito…
Richard non ti illudere, altra cera e tutto torna al suo posto:
Samot 3 Richard 0 ma hai preso un palo!
Crema sul corpo per idratare ed essere sempre al top, deodorante e profumo, con indosso solo l’asciugamano legato in vita mi avvio verso la camera da letto, sulla piazza e mezza del mio materasso giacciono ancora i vestiti precedentemente preparati.
Mi vesto con calma, ogni gesto è calcolato, nulla deve essere lasciato al caso, il tempo di mettere le scarpe e sono pronto, oggi mi aspetta un appuntamento speciale.
Torno in bagno, controllo il tutto: faccio la mia porca figura, sono le 18.20, l’appuntamento è al bar accanto a casa mia alle 18.30, sono perfettamente in tempo, ripenso a Richard, a lui nel film, e mi fa pena.
Esco di casa con montati un paio di occhiali che potrebbero schermare la luce anche a tre metri dalla superficie solare, mi passo con nonchalance una mano tra i capelli, tutti gli sguardi sono per me, arrivo al bar e aspetto, è sempre in ritardo.
“ciao Guido, il solito caffé?”
“ciao Samot, si però oggi pago io che ieri hai pagato te”
“ok”
bevo il caffe’
“ciao”
“ciao”
Torno verso casa, entro e mi levo il maglione di cotone, dallo stereo Anna Oxa sta ancora cantando, questa volta il brano è “Senza pietà”.
Mi sdraio sul letto, i capelli cedono, alcuni sotto il peso della gravità, altri schiacciati dal cuscino:
Samot 3 Richard 100
Vabbé, per oggi hai vinto te, ma domani voglio la rivincita.
Tolgo la camicia azzurra e ne inserisco una bianca:
Samot 1 Richard 0.
Via sotto la doccia, canticchio “Sento” (“un fuoco che mi brucia dentro”) sempre dallo stesso cd della Oxa. Al ritmo della musica aumento gradualmente la temperatura, l’effetto sauna è mostruoso, ma anche questa volta riesco ad arrivare a fine corsa:
Acqua fredda 0 Acqua calda 1.
Quando esco sono un pomodoro pachino di mezzo agosto, davanti allo specchio, mentre mi faccio la barba, gonfio il bicipide e il pettorale, quasi uguale, ma lui aveva già i capelli bianchi, io ancora no.
Samot 2 Richard 0.
Ti sto massacrando mio caro.
Ok, adesso passiamo ai capelli, guardo sopra lo scaffale, oggi serata particolare, scelgo la cera “inglese” comprata da Boots, l’unica che riesce a dare un perfetto effetto “sparkling“. La passo lentamente nei capelli, come al solito questa operazione è leggermente difficoltosa:
Capelli 1 samot 0 stanno a cavolo come al solito…
Richard non ti illudere, altra cera e tutto torna al suo posto:
Samot 3 Richard 0 ma hai preso un palo!
Crema sul corpo per idratare ed essere sempre al top, deodorante e profumo, con indosso solo l’asciugamano legato in vita mi avvio verso la camera da letto, sulla piazza e mezza del mio materasso giacciono ancora i vestiti precedentemente preparati.
Mi vesto con calma, ogni gesto è calcolato, nulla deve essere lasciato al caso, il tempo di mettere le scarpe e sono pronto, oggi mi aspetta un appuntamento speciale.
Torno in bagno, controllo il tutto: faccio la mia porca figura, sono le 18.20, l’appuntamento è al bar accanto a casa mia alle 18.30, sono perfettamente in tempo, ripenso a Richard, a lui nel film, e mi fa pena.
Esco di casa con montati un paio di occhiali che potrebbero schermare la luce anche a tre metri dalla superficie solare, mi passo con nonchalance una mano tra i capelli, tutti gli sguardi sono per me, arrivo al bar e aspetto, è sempre in ritardo.
“ciao Guido, il solito caffé?”
“ciao Samot, si però oggi pago io che ieri hai pagato te”
“ok”
bevo il caffe’
“ciao”
“ciao”
Torno verso casa, entro e mi levo il maglione di cotone, dallo stereo Anna Oxa sta ancora cantando, questa volta il brano è “Senza pietà”.
Mi sdraio sul letto, i capelli cedono, alcuni sotto il peso della gravità, altri schiacciati dal cuscino:
Samot 3 Richard 100
Vabbé, per oggi hai vinto te, ma domani voglio la rivincita.
la donna a cui piacciono i bastardi
La donna cui piacciono i bastardi e’ la donna in generale.
Ad ogni donna piacciono i bastardi, non si capisce il perche’, decine e decine di scienziati hanno impiegato le loro migliori capacita’ cognitive (si sospetta che la famicgerata fuga di cervelli sia in parte dovuta alla frustrazione che tale interrogativo ha generato) per trovare una motivazione, ma senza risultato.
Prima di analizzare pero’ il comportamento sociale di tali donne occorre, come al solito, fare una piccola digrassione sul perche’ e sul per come alle donne moderne non piacciano piu’ i classici “buoni e bravi” ragazzi tanto cari a nonne e mamme delle precedenti generazioni.
Se e’ vero che il femminismo (vera iattura ma anche fortuna dell’uomo moderno) ha portato ad un miglioramento dello stile di vita delle donne nella societa’ e’ innegabile il fatto che abbia, come tante volte detto, generato parecchi effetti collaterali.
Uno dei piu’ nefasti e’ stato senza dubbio la perdita del romanticismo.
A dire il vero alcuni eminenti scienziati sostengono che nei geni femminili il romanticismo non sia mai stato presente, non avendo avendo gli strumenti scientifici per ribattere a tali posizioni decreteremo comunque che, dopo il femminismo, se mai lo siano state, le donne hanno smesso di essere romantiche.oggi la romanticheria serve solo per testare la disponibilita’ dell’essere maschile al sacrificio:
Esempio 1
Quando una donna dice che e’ romantico stare ad esempio a guardare un tramonto n vostra compagnia, in generale, vuole solo verificare se siete disposti a stare al freddo e al gelo per loro , se siete insomma disposti a fare sacrifici per lei. Difatti, ogni volta che si trovano davanti ad un tramonto dopo sette secondi netti necessitano di: copertina che si trova in macchina a sei chilometri di distanza, thermos con caffe’ bollente, coccole per scaldarsi, accompagno in luogo asciutto e possibilmente munito di letto per fornicare.
Esempio 2
Il sesso con mille e settecento candele accese e’ un altro “must” della donna post roantica, primo perche’ lo ha visto in un sacco di film “romantici” secondo perche’ farvi accendere tuttte le candele e’ un lavoro degno di un frate cappuccino di inizio secolo alle prese col lampadario di San Pietro.
Altro punto a favore e’ la penombra, si nascondono meglio i difetti, sia loro che eventualmente vostri.
LA dona romantica insomma non esiste quasi piu’ (sporadici e non verificati casi di donne donne romantiche sono avvenuti nell’anconetano da turisti in viaggio su un ETR 500, ma si tratta di voci non confermate) o, se esiste e’ intanata talmente bene che e’ dificile trovarla.
Veniamo ora all’argomento che piu’ ci sta’ a cuore, alle donne piacciono i bastardi.
Se infatti con una donna donna cercate di aprirvi, di essere voi stessi, premurosi e affettuosi, gentili e carini, nel 98% dei casi lei scambiera’ il vostro affetto per amicizia (ovviamente in male fede, poiche’ voi state cercando di conoscerla meglio) e non cvi si concedera’ mai.
Quello che, infatti, cerca una donna, non e’ il romanitcismo, ma solo una parvenza di questo, quindi sprecarsi in stupidi regalini dal nullo valore, ma che facciano percepire il pensiero e’ sempre ben accetto, mostrarsi volenterosi e propositori anche, mentre bandite risultano le smancerie simil innamorato che non pagano mai dal 1850….
La dona cui piacciono i bastardi la riconosci comunque subito; in primo luogo questo tipo di donna ha un sacco di amici uomini, si tratta in realta’ di paggetti sbavanti che lei chiama ipocritamente amici sapendo perfettamente che non lo saranno mai. Quindi la tecnica base prevede, come al solito l’utilizzo di questi ultimi per introdursi nelle grazie della madama ma, fate sempre attenzione al che lei non vi confonda con gli altri, quindi iniziate a trattarla un po’ male, alternando fasi di indifferenza con fasi eccessivamente affettuose (la sra a cena quasi non ve la filate il giorno dopo vi presentate con una scatola di “Baci” Perugina e cosi’ via).
Il rischio piu’ grande sta’ nel mantenere i nervi saldi, dovete essere un bastardo vero, quindi, anche se vi va’…niente chiamate, niente messaggini etc etc a meno che lei non sia lei a chiederci qualche cosa. Il primo cedimento vi fara’ perdere automaticamente lo status di Bastardo D.O.C. e quindi anche l’interesse della stessa preda.
Ad ogni donna piacciono i bastardi, non si capisce il perche’, decine e decine di scienziati hanno impiegato le loro migliori capacita’ cognitive (si sospetta che la famicgerata fuga di cervelli sia in parte dovuta alla frustrazione che tale interrogativo ha generato) per trovare una motivazione, ma senza risultato.
Prima di analizzare pero’ il comportamento sociale di tali donne occorre, come al solito, fare una piccola digrassione sul perche’ e sul per come alle donne moderne non piacciano piu’ i classici “buoni e bravi” ragazzi tanto cari a nonne e mamme delle precedenti generazioni.
Se e’ vero che il femminismo (vera iattura ma anche fortuna dell’uomo moderno) ha portato ad un miglioramento dello stile di vita delle donne nella societa’ e’ innegabile il fatto che abbia, come tante volte detto, generato parecchi effetti collaterali.
Uno dei piu’ nefasti e’ stato senza dubbio la perdita del romanticismo.
A dire il vero alcuni eminenti scienziati sostengono che nei geni femminili il romanticismo non sia mai stato presente, non avendo avendo gli strumenti scientifici per ribattere a tali posizioni decreteremo comunque che, dopo il femminismo, se mai lo siano state, le donne hanno smesso di essere romantiche.oggi la romanticheria serve solo per testare la disponibilita’ dell’essere maschile al sacrificio:
Esempio 1
Quando una donna dice che e’ romantico stare ad esempio a guardare un tramonto n vostra compagnia, in generale, vuole solo verificare se siete disposti a stare al freddo e al gelo per loro , se siete insomma disposti a fare sacrifici per lei. Difatti, ogni volta che si trovano davanti ad un tramonto dopo sette secondi netti necessitano di: copertina che si trova in macchina a sei chilometri di distanza, thermos con caffe’ bollente, coccole per scaldarsi, accompagno in luogo asciutto e possibilmente munito di letto per fornicare.
Esempio 2
Il sesso con mille e settecento candele accese e’ un altro “must” della donna post roantica, primo perche’ lo ha visto in un sacco di film “romantici” secondo perche’ farvi accendere tuttte le candele e’ un lavoro degno di un frate cappuccino di inizio secolo alle prese col lampadario di San Pietro.
Altro punto a favore e’ la penombra, si nascondono meglio i difetti, sia loro che eventualmente vostri.
LA dona romantica insomma non esiste quasi piu’ (sporadici e non verificati casi di donne donne romantiche sono avvenuti nell’anconetano da turisti in viaggio su un ETR 500, ma si tratta di voci non confermate) o, se esiste e’ intanata talmente bene che e’ dificile trovarla.
Veniamo ora all’argomento che piu’ ci sta’ a cuore, alle donne piacciono i bastardi.
Se infatti con una donna donna cercate di aprirvi, di essere voi stessi, premurosi e affettuosi, gentili e carini, nel 98% dei casi lei scambiera’ il vostro affetto per amicizia (ovviamente in male fede, poiche’ voi state cercando di conoscerla meglio) e non cvi si concedera’ mai.
Quello che, infatti, cerca una donna, non e’ il romanitcismo, ma solo una parvenza di questo, quindi sprecarsi in stupidi regalini dal nullo valore, ma che facciano percepire il pensiero e’ sempre ben accetto, mostrarsi volenterosi e propositori anche, mentre bandite risultano le smancerie simil innamorato che non pagano mai dal 1850….
La dona cui piacciono i bastardi la riconosci comunque subito; in primo luogo questo tipo di donna ha un sacco di amici uomini, si tratta in realta’ di paggetti sbavanti che lei chiama ipocritamente amici sapendo perfettamente che non lo saranno mai. Quindi la tecnica base prevede, come al solito l’utilizzo di questi ultimi per introdursi nelle grazie della madama ma, fate sempre attenzione al che lei non vi confonda con gli altri, quindi iniziate a trattarla un po’ male, alternando fasi di indifferenza con fasi eccessivamente affettuose (la sra a cena quasi non ve la filate il giorno dopo vi presentate con una scatola di “Baci” Perugina e cosi’ via).
Il rischio piu’ grande sta’ nel mantenere i nervi saldi, dovete essere un bastardo vero, quindi, anche se vi va’…niente chiamate, niente messaggini etc etc a meno che lei non sia lei a chiederci qualche cosa. Il primo cedimento vi fara’ perdere automaticamente lo status di Bastardo D.O.C. e quindi anche l’interesse della stessa preda.
La tecnica base della cena fuori
Introduzione
Invitare una donna a cena fuori è una di quelle attività banali che tuttavia pare sia ancora prevista dal galateo cavalleresco del corteggiamento.
In realtà si puo’ svicolare in vari modi, ad esempio, invitando la ragazza a cena a casa: si risparmia e la situazione è piu’ intima. Oppure, la si puo invitatare a prendere un aperitivo o un the, o un caffè o niente, insomma esistono altri e piu’ efficaci modi di rivedere una ragazza ma, a volte, la vecchia e “cara” cena fuori è proprio inveitabile.
La cena fuori rappresenta una sorta di scambio: "io offrire cena, tu offrire tuo corpo".
Purtroppo però questo semplice assioma non è sempre rispettato e, a volte, (per fortuna molto di rado) il baratto non è rispettato.
Per evitare che tale nefasto avvenimento si presenti, possiamo cercare di operare nel migliore dei modi: in questo caso basterà seguire molte ed estenuanti regole.
Quello che dobbiamo sapere, prima di iniziare, è che la decisione della donna è mutevole, quindi, quando ha accettato l’invito a cena fuori era sicuramente d’accordo con il tacito patto cena-corpo, a meno che non si tratti proprio di una infame che esce con gli uomini solo per farsi offrire cene, ho un amica che da tre anni non cucina piu’ e non paga per un pasto (uomini deficenti!).
Comunque, dicevamo che, inizialmente, si suppone che lei accetti l’invito a cena sapendo che si, e’ per conoscersi meglio ma anche, che la miglior conoscenza e’ quella biblica!
Diciamo quindi che quando andiamo a prenderla sotto casa (a meno che non si tratti di donna emancipata all’estremo e voglia passare lei a prenderci, ma per questa categoria sara’ prima o poi dedicato un intero post) partiamo con una situazione di punteggio pieno, abbiamo dai mille a duemila punti da perdere, perche’ solo perderli possiamo, durante la serata.
Uscendo con noi la ragazza ha, infatti, mostrato un interesse pari almeno a mille punti, che equivalgono ad un “ci farei qualcosa ma sono del tutto sicura” fino ai duemila “uomo da mille e una notte con te verrei anche in Iraq a fare la volontaria sotto le bombe.
Fase uno: Sotto casa
arrivati sotto casa sua non abbiamo scelte, si citofona e si aspetta fuori.
Ma fa un freddo polare, piove e a tratti grandina! Niente, anzi, se volete proprio non perdere neanche un punto dovreste stare in magliettina! Cosi’ la ragazza uscendo dal portone si sentira’ felice delle attenzioni che le riservate! State sfidando l’addiaccio per lei!
D’estate ovviamente l’ideale e’ sempre presentarsi in giacca e cravatta con paleto’… le donne apprezzano che gli uomini soffrano senza motivo per loro, non ho ancora capito perche’ ma e’ cosi’!
Le non si avvicinera’ mai con salti di giubilo e squittii di felicita’, ma incurante della vostra sofferenza fisica si fara’ aprire lo sportello e non si fara’ alcun tentativo per richiuderlo, e’ implicito che lo facciate voi.
Questa e’ l’unico atteggiamento possibile, qualunque altro comporterebbe inimmaginabili perdite di punti:
aspettate fuori ma col cappotto (se e’ inverno) o in maglietta (se e’ estate, le donne non vanno a cena fuori in primavera apposta per testarvi quando le andate a prendere!) meno 10 punti
non aprite la portiera della macchina meno 30 punti
non chiudete la portiera meno dieci, se almeno la avete aperta, altrimenti altri 30
aspettante in macchina e appena arriva scendete e le andate incontro:meno 100
aspettate in macchina e quando arriva non fate niente meno 200
aspettate in macchina fumando una sigaretta meno 300
aspettate in macchina fumando la sigaretta col gomito fuori dal finestrino e canticchiate sopra il CD di Lando fiorini: meno 1000, il che vuol dire che se la ragazza non era perfettamente convinta di uscire con voi, probabilmente appena vi vedra’ si girera’ e tornera’ a casa!
Fase due: In macchina
questa e’ una delle fasi piu’ delicate, vengono messe alla prova le seguenti caratteristiche:
capacita’ organizzativa, decisione e resistenza psicologica!
Appena salita in macchina, infatti, la prima domanda sara’: dove andiamo di bello?
Agli sprovveduti sembrera’ una domanda semplice, invece non lo e’ affatto e sottintende un sacco di cose!
Ad esempio che voi sappiate gia’ dove andare, ma non basta, la scelta del ristorante e’ cruciale!
Cosi’, siccome noi non siamo degli ingenui abbiamo passato le ultime 15 ore a cercare ogni tipo immaginabile di ristorante e li abbiamo prenotati tutti lasciando come preferenza quello che riteniamo sia piu’ di suo gradimento.
Sicche’ rispondiamo con un'altra domanda:
“che preferisci mangiare?”
Nella scelta dei ristoranti infatti il campionario minimo deve prevedere almeno: una pizzeria alla moda(“una buona pizza”), una pizzeria scrausa (“basta una pizzetta…”), un ristorante dove fanno pesce (nella speranza remota che lei non dica mai il fatidico “avrei voglia di pesce”) un ristorante Fusion (“qualcosa di particolare”, sempre nella speranza che non lo dica mai per ovvie ragioni puramente economiche, un ristorante “fusion” e’ in grado di spazzare via in tre portate lo stipendio mensile di Tronchetti Provera e Renato Soru), un ristorante normale.
Ora, se lei risponde con una delle possibili risposte di cui sopra non ci resta che scegliere il ristorante corrispondente, mentre se ci comunica che le va bene qualunque cosa scegliamo il ristorante che pensavamo potesse piacerle di piu’, perche’ ovviamente, a lei non va’ affatto bene qualunque cosa, e’ un modo per testare la vostra preparazione della serata, infatti:
ci presentiamo e abbiamo scelto vari ristoranti ma abbiamo lasciato ad esempio quello “di pesce”, lei chiede di mangiare pesce… noi ce la caviamo dicendo che avevamo pensato ad un posto molto carino dove vanno cucina “fusion”(la controproposta deve essere sempre di livello superiore) meno 150 punti ma ve la siete cavata
chiede di mangiare pesce ma noi “avevamo pensato ad una trattoriola qui dietro che non conosce nessuno ma e’ molto buona” meno 300 punti
abbiamo scelto un solo ristorante, che fa’ il pesce ma lei e’ allergica al pesce, meno 500 punti
non abbiamo scelto nessun ristorante e diciamo che per noi dabbene uno qualunque, l’importante e’ stare con lei, e mettiamo la audiocassetta di Lando Fiorini, meno 1000 , la ragazza scende e se ne va.
Fase tre: Il tragitto
durante il tragitto chiediamo che musica le piace, abbiamo una scorta di 6000 cd che spaziano su tutti generi musicali immaginabili oppure se vuole sentire un po’ di radio, se lei vuole sentire Radio maria, tanto meglio, noi la sentiamo sempre (abbiamo comprato per l’occasione una radio con 500 stazioni memorizzabili, tutte le italiane piu’ radio swiss e antenne de france solo per poter dire:”si infatti ce l’ho memorizzata su shift49D6”), se mettiamo la cassetta di Lando Fiorini…meno 1000 punti, la ragazza ape di colpo lo sportello e si getta dall’auto in corsa.
Faso quattro: Al ristorante
al ristorante si perdono punti, quindi se ve ne sono rimasti pochi cercate di non fare mosse false.
Mai giocare di rimessa, quindi mai copiare quello che fa lei, cerchiamo di essere educati, ridiamo alle sue battute e smettiamo di farne se lei non ride alle nostre.
Cerchiamo inoltre di ordinare a tono, se lei prende Aragosta in salsa di caviale con tartufi bianchi noi non prendiamo “minestrina di dado con cucchiaio per favore,mi raccomando solo minestra, senza pastina…ah si, poi mi porti pure un pane e coperto” altrimenti meno 300
Possiamo al massimo scendere di due terzi, aragosta con tartufi etc etc 150 euro? Prendiamo il filetto alla grappa di barolo in salsa di bacche dell Yucatan: 100 euro e cosi’ via
Fase cinque: Il conto
il conto ‘ un momento cruciale, se lei fa’ il gesto (magari…non conta niente ma da un po’ di morale, almeno non e’ proprio insensibile…soprattutto dopo che s’e’ presa quell’aragosta col caviale etc etc)noi la fermiamo e con dignita’ inseriamo (senza piangere, trattenevi, fate un po’ ti training autogeno!) la carta d credito nel conto senza neanche guardarlo
Lo guardiamo meno 15 punti
Lo guardiamo e paghiamo in contanti meno 30 punti
Lo guardiamo e lo controlliamo e paghiamo in contanti meno 100 punti
Lo guardiamo, lo controlliamo e richiamiamo il cameriere perche’ c’e’ un errore, meno 300 punti, pero’ in realta’ c’eravamo sbagliati noi, l’errore non c’era e il cameriere ci rifa’ tutto il conto sul tavolo per farcelo notare: meno 900 punti e in quel momento entra uno con la chitarra si mette a cantare una canzone di Lando Fiorini, meno mille punti, la ragazza se ne va’ indignata
Se invece accettate l’ipotesi del gesto…cioe’ dividere il conto o, lasciarla pagare a lei –2001 punti, il che vuol dire che anche se eravate il massimo ora siete sotto zero e ciao a tutti
Fase sei: Riaccompagno a casa
fatto il tragitto come all’andata arriviamo sotto casa sua.
Questo e’ il momento critico se siamo rimasti con anche solo un “punto sesso” (perche’ e’ di questo che parlavamo, non ve ne eravate accorti? ) possiamo sperare.
Arriviamo sotto casa sua, leggermente sefilati rispetto al portone principale e spegniamo la machina, ora se lei scende al volo e’ finita, se invece no…abbiamo delle possibilita’.
Si possono creare due situazioni modello, la prima e quella in cui lei inizia a chiacchierare, allora chiacchieriamo finche non prendiamo il coraggio a sei mani e le diamo un bacio, l’altra la peggiore e’ la situazione “mutismo”.
Ora, se quando spegniamo la macchina lei sta’ zitta’ vi consiglio di usare questa fantastica tecnica ( tratta dal libro “Nadia Knows Best”, a breve vi dico pure l’autore che ora non me lo ricordo ma e’ una donna, quindi un genio e, felicemente testata):
lei sta’ zitta nel suo lato di automobile, noi ci giriamo e le chiediamo “a cosa stai pensando?” lei nel 100% dei casi dira’ “a niente” (perche’ e’ una domanda idiota direte voi…ingenui!) allora facciamo un gioco, chiudiamo gli occhi e io ti comunico solo col pensiero quello che stai pensando e tu, sempre e solo col pensiero mi dici se ho ragione, dai, chiudi gli occhi”, lei e’ incredula, vi guarda divertita pero’ alla fine probabilmente stara’ al gioco, chiude gli occhi et voillat, le diamo il bacio!
Invitare una donna a cena fuori è una di quelle attività banali che tuttavia pare sia ancora prevista dal galateo cavalleresco del corteggiamento.
In realtà si puo’ svicolare in vari modi, ad esempio, invitando la ragazza a cena a casa: si risparmia e la situazione è piu’ intima. Oppure, la si puo invitatare a prendere un aperitivo o un the, o un caffè o niente, insomma esistono altri e piu’ efficaci modi di rivedere una ragazza ma, a volte, la vecchia e “cara” cena fuori è proprio inveitabile.
La cena fuori rappresenta una sorta di scambio: "io offrire cena, tu offrire tuo corpo".
Purtroppo però questo semplice assioma non è sempre rispettato e, a volte, (per fortuna molto di rado) il baratto non è rispettato.
Per evitare che tale nefasto avvenimento si presenti, possiamo cercare di operare nel migliore dei modi: in questo caso basterà seguire molte ed estenuanti regole.
Quello che dobbiamo sapere, prima di iniziare, è che la decisione della donna è mutevole, quindi, quando ha accettato l’invito a cena fuori era sicuramente d’accordo con il tacito patto cena-corpo, a meno che non si tratti proprio di una infame che esce con gli uomini solo per farsi offrire cene, ho un amica che da tre anni non cucina piu’ e non paga per un pasto (uomini deficenti!).
Comunque, dicevamo che, inizialmente, si suppone che lei accetti l’invito a cena sapendo che si, e’ per conoscersi meglio ma anche, che la miglior conoscenza e’ quella biblica!
Diciamo quindi che quando andiamo a prenderla sotto casa (a meno che non si tratti di donna emancipata all’estremo e voglia passare lei a prenderci, ma per questa categoria sara’ prima o poi dedicato un intero post) partiamo con una situazione di punteggio pieno, abbiamo dai mille a duemila punti da perdere, perche’ solo perderli possiamo, durante la serata.
Uscendo con noi la ragazza ha, infatti, mostrato un interesse pari almeno a mille punti, che equivalgono ad un “ci farei qualcosa ma sono del tutto sicura” fino ai duemila “uomo da mille e una notte con te verrei anche in Iraq a fare la volontaria sotto le bombe.
Fase uno: Sotto casa
arrivati sotto casa sua non abbiamo scelte, si citofona e si aspetta fuori.
Ma fa un freddo polare, piove e a tratti grandina! Niente, anzi, se volete proprio non perdere neanche un punto dovreste stare in magliettina! Cosi’ la ragazza uscendo dal portone si sentira’ felice delle attenzioni che le riservate! State sfidando l’addiaccio per lei!
D’estate ovviamente l’ideale e’ sempre presentarsi in giacca e cravatta con paleto’… le donne apprezzano che gli uomini soffrano senza motivo per loro, non ho ancora capito perche’ ma e’ cosi’!
Le non si avvicinera’ mai con salti di giubilo e squittii di felicita’, ma incurante della vostra sofferenza fisica si fara’ aprire lo sportello e non si fara’ alcun tentativo per richiuderlo, e’ implicito che lo facciate voi.
Questa e’ l’unico atteggiamento possibile, qualunque altro comporterebbe inimmaginabili perdite di punti:
aspettate fuori ma col cappotto (se e’ inverno) o in maglietta (se e’ estate, le donne non vanno a cena fuori in primavera apposta per testarvi quando le andate a prendere!) meno 10 punti
non aprite la portiera della macchina meno 30 punti
non chiudete la portiera meno dieci, se almeno la avete aperta, altrimenti altri 30
aspettante in macchina e appena arriva scendete e le andate incontro:meno 100
aspettate in macchina e quando arriva non fate niente meno 200
aspettate in macchina fumando una sigaretta meno 300
aspettate in macchina fumando la sigaretta col gomito fuori dal finestrino e canticchiate sopra il CD di Lando fiorini: meno 1000, il che vuol dire che se la ragazza non era perfettamente convinta di uscire con voi, probabilmente appena vi vedra’ si girera’ e tornera’ a casa!
Fase due: In macchina
questa e’ una delle fasi piu’ delicate, vengono messe alla prova le seguenti caratteristiche:
capacita’ organizzativa, decisione e resistenza psicologica!
Appena salita in macchina, infatti, la prima domanda sara’: dove andiamo di bello?
Agli sprovveduti sembrera’ una domanda semplice, invece non lo e’ affatto e sottintende un sacco di cose!
Ad esempio che voi sappiate gia’ dove andare, ma non basta, la scelta del ristorante e’ cruciale!
Cosi’, siccome noi non siamo degli ingenui abbiamo passato le ultime 15 ore a cercare ogni tipo immaginabile di ristorante e li abbiamo prenotati tutti lasciando come preferenza quello che riteniamo sia piu’ di suo gradimento.
Sicche’ rispondiamo con un'altra domanda:
“che preferisci mangiare?”
Nella scelta dei ristoranti infatti il campionario minimo deve prevedere almeno: una pizzeria alla moda(“una buona pizza”), una pizzeria scrausa (“basta una pizzetta…”), un ristorante dove fanno pesce (nella speranza remota che lei non dica mai il fatidico “avrei voglia di pesce”) un ristorante Fusion (“qualcosa di particolare”, sempre nella speranza che non lo dica mai per ovvie ragioni puramente economiche, un ristorante “fusion” e’ in grado di spazzare via in tre portate lo stipendio mensile di Tronchetti Provera e Renato Soru), un ristorante normale.
Ora, se lei risponde con una delle possibili risposte di cui sopra non ci resta che scegliere il ristorante corrispondente, mentre se ci comunica che le va bene qualunque cosa scegliamo il ristorante che pensavamo potesse piacerle di piu’, perche’ ovviamente, a lei non va’ affatto bene qualunque cosa, e’ un modo per testare la vostra preparazione della serata, infatti:
ci presentiamo e abbiamo scelto vari ristoranti ma abbiamo lasciato ad esempio quello “di pesce”, lei chiede di mangiare pesce… noi ce la caviamo dicendo che avevamo pensato ad un posto molto carino dove vanno cucina “fusion”(la controproposta deve essere sempre di livello superiore) meno 150 punti ma ve la siete cavata
chiede di mangiare pesce ma noi “avevamo pensato ad una trattoriola qui dietro che non conosce nessuno ma e’ molto buona” meno 300 punti
abbiamo scelto un solo ristorante, che fa’ il pesce ma lei e’ allergica al pesce, meno 500 punti
non abbiamo scelto nessun ristorante e diciamo che per noi dabbene uno qualunque, l’importante e’ stare con lei, e mettiamo la audiocassetta di Lando Fiorini, meno 1000 , la ragazza scende e se ne va.
Fase tre: Il tragitto
durante il tragitto chiediamo che musica le piace, abbiamo una scorta di 6000 cd che spaziano su tutti generi musicali immaginabili oppure se vuole sentire un po’ di radio, se lei vuole sentire Radio maria, tanto meglio, noi la sentiamo sempre (abbiamo comprato per l’occasione una radio con 500 stazioni memorizzabili, tutte le italiane piu’ radio swiss e antenne de france solo per poter dire:”si infatti ce l’ho memorizzata su shift49D6”), se mettiamo la cassetta di Lando Fiorini…meno 1000 punti, la ragazza ape di colpo lo sportello e si getta dall’auto in corsa.
Faso quattro: Al ristorante
al ristorante si perdono punti, quindi se ve ne sono rimasti pochi cercate di non fare mosse false.
Mai giocare di rimessa, quindi mai copiare quello che fa lei, cerchiamo di essere educati, ridiamo alle sue battute e smettiamo di farne se lei non ride alle nostre.
Cerchiamo inoltre di ordinare a tono, se lei prende Aragosta in salsa di caviale con tartufi bianchi noi non prendiamo “minestrina di dado con cucchiaio per favore,mi raccomando solo minestra, senza pastina…ah si, poi mi porti pure un pane e coperto” altrimenti meno 300
Possiamo al massimo scendere di due terzi, aragosta con tartufi etc etc 150 euro? Prendiamo il filetto alla grappa di barolo in salsa di bacche dell Yucatan: 100 euro e cosi’ via
Fase cinque: Il conto
il conto ‘ un momento cruciale, se lei fa’ il gesto (magari…non conta niente ma da un po’ di morale, almeno non e’ proprio insensibile…soprattutto dopo che s’e’ presa quell’aragosta col caviale etc etc)noi la fermiamo e con dignita’ inseriamo (senza piangere, trattenevi, fate un po’ ti training autogeno!) la carta d credito nel conto senza neanche guardarlo
Lo guardiamo meno 15 punti
Lo guardiamo e paghiamo in contanti meno 30 punti
Lo guardiamo e lo controlliamo e paghiamo in contanti meno 100 punti
Lo guardiamo, lo controlliamo e richiamiamo il cameriere perche’ c’e’ un errore, meno 300 punti, pero’ in realta’ c’eravamo sbagliati noi, l’errore non c’era e il cameriere ci rifa’ tutto il conto sul tavolo per farcelo notare: meno 900 punti e in quel momento entra uno con la chitarra si mette a cantare una canzone di Lando Fiorini, meno mille punti, la ragazza se ne va’ indignata
Se invece accettate l’ipotesi del gesto…cioe’ dividere il conto o, lasciarla pagare a lei –2001 punti, il che vuol dire che anche se eravate il massimo ora siete sotto zero e ciao a tutti
Fase sei: Riaccompagno a casa
fatto il tragitto come all’andata arriviamo sotto casa sua.
Questo e’ il momento critico se siamo rimasti con anche solo un “punto sesso” (perche’ e’ di questo che parlavamo, non ve ne eravate accorti? ) possiamo sperare.
Arriviamo sotto casa sua, leggermente sefilati rispetto al portone principale e spegniamo la machina, ora se lei scende al volo e’ finita, se invece no…abbiamo delle possibilita’.
Si possono creare due situazioni modello, la prima e quella in cui lei inizia a chiacchierare, allora chiacchieriamo finche non prendiamo il coraggio a sei mani e le diamo un bacio, l’altra la peggiore e’ la situazione “mutismo”.
Ora, se quando spegniamo la macchina lei sta’ zitta’ vi consiglio di usare questa fantastica tecnica ( tratta dal libro “Nadia Knows Best”, a breve vi dico pure l’autore che ora non me lo ricordo ma e’ una donna, quindi un genio e, felicemente testata):
lei sta’ zitta nel suo lato di automobile, noi ci giriamo e le chiediamo “a cosa stai pensando?” lei nel 100% dei casi dira’ “a niente” (perche’ e’ una domanda idiota direte voi…ingenui!) allora facciamo un gioco, chiudiamo gli occhi e io ti comunico solo col pensiero quello che stai pensando e tu, sempre e solo col pensiero mi dici se ho ragione, dai, chiudi gli occhi”, lei e’ incredula, vi guarda divertita pero’ alla fine probabilmente stara’ al gioco, chiude gli occhi et voillat, le diamo il bacio!
la ragazza aggrerssiva
Nel millenovecentosessantotto, o giu’ di li’, le donne si inventarono un nuovo modo di relazionarsi al maschio e, lo chiamarono Femminismo.
Ora, tolto che questo movimento ha portato molti ventaggi all’uomo, come
la possibilita’ di non lavorare e fare il casalingo o, la presenza nei luoghi di lavoro di molte donne generalmente in posizioni non strategiche di gestioni, quindi volenti o nolenti inferiori, o anche, il risparmio dell’offerta delle cene al ristorante, questo movimento ha creato molti sgradevoli effetti collaterali.
Senza citare tutte le scocciature matrimoniali, per cui ormai sposarsi equivale a stipulare una assicurazione che non rimborsera’ mai niente, uno dei piu’ controversi effetti e’ che le donne sono diventate molto piu’ aggressive con gli uomini.
Non stupitevi quindi se una donna vi chiede di uscire con lei, non stupitevi se una donna vi proporra’ di andare a cena fuori e poi vorra’ pagare (ma non ci riuscira’, e che cavolo, un minimo didignita’ conservatela) infine non stupitevi se alla fine della serata sara’ lei ad accompagnarvi a casa e non il contrario, magari siete usciti con la sua macchina.
Stupitevi quindi se, sulla strada di casa la ragazza risultera’ carina, la cosa piu’ probabile infatti, e’ che, arrivati sotto casa vostra vi accorgiate che la donna con cui siete usciti e’ un mostro.
Perche’ stupirsi del fatto che la ragazza possa essere carina?
E’ semplice, se la ragazza era carina l’avreste notata e, probabilmente avreste fatto voi la prima mossa. Viceversa e’ plausibile che, siccome siamo uomini e, siccome non siamo abituati a lasciare l’iniziativa nelle mani dell’avversario, ci siamo crogiolati con il famoso detto secondo cui “ogni lasciata e’ persa”, e siccome lei si era proposta perche’ lasciarla?
Cosi’ siamo usciti, oppure abbiamo accettato di farci accompagnare a casa ma, nel tragitto ci siamo resi conto che il prodotto pubblicizzato non corrispondeva alle nostre esigenze di consumatori.
Il tempo per pensare si sta’ riducendo, cosi’ come la strada che ci separa da casa nostra.
Che fare? L’inevitabile sta’ per arrivare ed e’ bene, in questi casi avere una strategia pronta.
Arrivati sotto casa nostra esistono quattro diverse situazioni tipo cui possiamo trovarci di fronte che, qui di seguito saranno descritte con le piu’ utilizzate e sperimentate contromosse.
Macchina accesa 1
Questo caso e’ il piu’ facile da gestire, arrivati sotto casa la ragazza accostera’ in seconda fila lasciando inl motore acceso, semplicemente si voltera’ verso di voi, cercando di capire dal nostro sguardo se ha qualche chance. Noi con gran classe ancor prima che la macchina si fermi completamente slacciamo la cintura di sicurezza e posizioniamo la mano destra sull’apertura dello sportello. Con gesto rilassato appena le ruote si sono fermate salutiamo, bacetto sulla guancia ammiccante (non si sa’ mai, oggi non ci va’ domani chissa’) e ciao ciao
Macchina accesa 2
La ragazza arrivata sotto casa vostra dirige celermente verso l’unico buco sul marciapiede, ancora non spegna il motore, ma implicitamente aspetta solo un segnale per farlo, cerca il vostro consenso.
Ebbene questo consenso non arrivera’ mai, la tecnica per liberarsi da questa situazione e’ uguale alla precedente, solo bisogna essere piu’ celeri nell’aprire lo sportello e scendere ovviamente, il bacetto e’ un grosso rischio in questo caso
Macchina spenta
Ok, lo abbiamo fato noi un sacco di volte, sappiamo esattamente cosa vuol dire. Ha spento la macchina. Non importa piu’ ormai se e’ parcheggiata in modo consono o sopra un passante nottambulo, ha spento il motore, il silenzio dei pistoni parla piu’ di qualunque frase. Se si e’ slacciata la cintura di sicurezza poi le cose sono ancora peggio.
Ora la cavalleria vuole che non si scenda di corsa salutando, e’ cafone e scortese, la vendetta sarebbe atroce. Agiamo allora su altri fattori. Tra le scuse piu’ gettonate oggi troviamo il sonno, mal di pancia (anche se noi le “nostre cose” in fondo non ce le abbiamo) o l’ubriachezza con conseguente cerchio alla testa, anche se abbiamo bevuto solo due bicchieri di perier euna lemonsoda. Lei comunque mangera’ la fogliama non fa niente, l’importante in questi casi e’ svicolare.
Formichiere gigante
Questa e’ in assoluto la situazione peggiore che ci possa capitare, a tutt’oggi esistono poche contromosse e, le poche implicano un elevato uso della violenza, si raccomanda quindi il pubblico sensibile di non proseguire nella lettura.
Arrivati sotto casa la donna “horribilis” spegne il motore e, con un unico gesto riesce a:
-Chiudere la chiusura centralizzata attivando anche la “sicurezza bambini” disattivandoquindi la vostra leva di apertura
-slacciarsi la cintura di sicurezza lasciando pero’ la mano sopra lo sblocco della vostra in modo da limitare i vostri movimenti
-effettuare una rapida torsione del busto facendo perno sul piede destro poggiato per sicurezza sul freno (non c’e’ infatti il tempo materiale di tirare quello a mano)
-ficcarvi un kilo e mezzo per 50 cm di linqua in gola.
Le contromosse sono poche e poco efficaci, ma sapendo un minimo di tecnica ce la potete fare, tutto si gioca nella frazione di secondo in cui lei cerca di bloccare la vostra cintura di sicurezza, con il braccio destro simulate di abbracciarla, le sue difese vacilleranno per un microsecondo, pensera’ che ci state, allora con gesto felino e, sapendo che avete questa unica possibilita’ rimuovete velocemente la sua mano dalla chiusurae contemporaneamente con la destra (quella che simulav l’abbraccio) andate a sbloccare la sicurezza bambini. E’ fatta, uscite e salutate come se niente fosse ma, non vi illudete, non e’ cosi’ facile!
Ora, tolto che questo movimento ha portato molti ventaggi all’uomo, come
la possibilita’ di non lavorare e fare il casalingo o, la presenza nei luoghi di lavoro di molte donne generalmente in posizioni non strategiche di gestioni, quindi volenti o nolenti inferiori, o anche, il risparmio dell’offerta delle cene al ristorante, questo movimento ha creato molti sgradevoli effetti collaterali.
Senza citare tutte le scocciature matrimoniali, per cui ormai sposarsi equivale a stipulare una assicurazione che non rimborsera’ mai niente, uno dei piu’ controversi effetti e’ che le donne sono diventate molto piu’ aggressive con gli uomini.
Non stupitevi quindi se una donna vi chiede di uscire con lei, non stupitevi se una donna vi proporra’ di andare a cena fuori e poi vorra’ pagare (ma non ci riuscira’, e che cavolo, un minimo didignita’ conservatela) infine non stupitevi se alla fine della serata sara’ lei ad accompagnarvi a casa e non il contrario, magari siete usciti con la sua macchina.
Stupitevi quindi se, sulla strada di casa la ragazza risultera’ carina, la cosa piu’ probabile infatti, e’ che, arrivati sotto casa vostra vi accorgiate che la donna con cui siete usciti e’ un mostro.
Perche’ stupirsi del fatto che la ragazza possa essere carina?
E’ semplice, se la ragazza era carina l’avreste notata e, probabilmente avreste fatto voi la prima mossa. Viceversa e’ plausibile che, siccome siamo uomini e, siccome non siamo abituati a lasciare l’iniziativa nelle mani dell’avversario, ci siamo crogiolati con il famoso detto secondo cui “ogni lasciata e’ persa”, e siccome lei si era proposta perche’ lasciarla?
Cosi’ siamo usciti, oppure abbiamo accettato di farci accompagnare a casa ma, nel tragitto ci siamo resi conto che il prodotto pubblicizzato non corrispondeva alle nostre esigenze di consumatori.
Il tempo per pensare si sta’ riducendo, cosi’ come la strada che ci separa da casa nostra.
Che fare? L’inevitabile sta’ per arrivare ed e’ bene, in questi casi avere una strategia pronta.
Arrivati sotto casa nostra esistono quattro diverse situazioni tipo cui possiamo trovarci di fronte che, qui di seguito saranno descritte con le piu’ utilizzate e sperimentate contromosse.
Macchina accesa 1
Questo caso e’ il piu’ facile da gestire, arrivati sotto casa la ragazza accostera’ in seconda fila lasciando inl motore acceso, semplicemente si voltera’ verso di voi, cercando di capire dal nostro sguardo se ha qualche chance. Noi con gran classe ancor prima che la macchina si fermi completamente slacciamo la cintura di sicurezza e posizioniamo la mano destra sull’apertura dello sportello. Con gesto rilassato appena le ruote si sono fermate salutiamo, bacetto sulla guancia ammiccante (non si sa’ mai, oggi non ci va’ domani chissa’) e ciao ciao
Macchina accesa 2
La ragazza arrivata sotto casa vostra dirige celermente verso l’unico buco sul marciapiede, ancora non spegna il motore, ma implicitamente aspetta solo un segnale per farlo, cerca il vostro consenso.
Ebbene questo consenso non arrivera’ mai, la tecnica per liberarsi da questa situazione e’ uguale alla precedente, solo bisogna essere piu’ celeri nell’aprire lo sportello e scendere ovviamente, il bacetto e’ un grosso rischio in questo caso
Macchina spenta
Ok, lo abbiamo fato noi un sacco di volte, sappiamo esattamente cosa vuol dire. Ha spento la macchina. Non importa piu’ ormai se e’ parcheggiata in modo consono o sopra un passante nottambulo, ha spento il motore, il silenzio dei pistoni parla piu’ di qualunque frase. Se si e’ slacciata la cintura di sicurezza poi le cose sono ancora peggio.
Ora la cavalleria vuole che non si scenda di corsa salutando, e’ cafone e scortese, la vendetta sarebbe atroce. Agiamo allora su altri fattori. Tra le scuse piu’ gettonate oggi troviamo il sonno, mal di pancia (anche se noi le “nostre cose” in fondo non ce le abbiamo) o l’ubriachezza con conseguente cerchio alla testa, anche se abbiamo bevuto solo due bicchieri di perier euna lemonsoda. Lei comunque mangera’ la fogliama non fa niente, l’importante in questi casi e’ svicolare.
Formichiere gigante
Questa e’ in assoluto la situazione peggiore che ci possa capitare, a tutt’oggi esistono poche contromosse e, le poche implicano un elevato uso della violenza, si raccomanda quindi il pubblico sensibile di non proseguire nella lettura.
Arrivati sotto casa la donna “horribilis” spegne il motore e, con un unico gesto riesce a:
-Chiudere la chiusura centralizzata attivando anche la “sicurezza bambini” disattivandoquindi la vostra leva di apertura
-slacciarsi la cintura di sicurezza lasciando pero’ la mano sopra lo sblocco della vostra in modo da limitare i vostri movimenti
-effettuare una rapida torsione del busto facendo perno sul piede destro poggiato per sicurezza sul freno (non c’e’ infatti il tempo materiale di tirare quello a mano)
-ficcarvi un kilo e mezzo per 50 cm di linqua in gola.
Le contromosse sono poche e poco efficaci, ma sapendo un minimo di tecnica ce la potete fare, tutto si gioca nella frazione di secondo in cui lei cerca di bloccare la vostra cintura di sicurezza, con il braccio destro simulate di abbracciarla, le sue difese vacilleranno per un microsecondo, pensera’ che ci state, allora con gesto felino e, sapendo che avete questa unica possibilita’ rimuovete velocemente la sua mano dalla chiusurae contemporaneamente con la destra (quella che simulav l’abbraccio) andate a sbloccare la sicurezza bambini. E’ fatta, uscite e salutate come se niente fosse ma, non vi illudete, non e’ cosi’ facile!
il giardinetto
Premessa:
questa tecnica puo’ essere utilizzata solamente da persone un po’ dure di cuore o, molto ciniche, il Samot’s blog declina ogni responsabilita’ su un eventuale utilizzo di tale tecnica.Essa viene pubblicata in questo blog per esclusivi fini divulgativi. L’autore del sito inoltre, ci tiene a precisare di non averla ancora mai utilizzata e che, forse, non la usera’ mai.
La tecnica del giardinetto
Il buon cacciatore prima di andare a caccia individua le zone dove la selvaggina e’ abbondante, cosi’ , il buon aspirante playboy professionista dovrebbe farsi un giretto vicino casa e crercare le zone ad alta densita’ di donne.
Ebbene, se cercate bene, nel vostro vicinato (se abitate in citta’, altrimenti non so bene dove, ma ci deve essere) troverete sicuramente un giardinetto dove giovani mamme portano i loro piccoli pargoli giocare. Dovete sapere che, le giovani mamme sono un ottima preda (e’ inutile fare falsi moralismi), in generale infatti, sono persone molto stressate, dal lavoro (ormai tutte le donne continuano a lavorare anche in presenza di un bambino), il marito che collabora poco, i figli etc etc quindi puo’ capitare che si concedano qualche scappatella tanto per scaricare la tensione al di fuori dell’ambito familiare.
L’arrivo al parco e il nostro comportamento:
arriviamo al parco vestiti in maniera sobria, niente di particolarmente sofisticato, casual-informal direi che e’ l’ideale, l’importante e’ che la maglietta o camicia sia perfettamente pulita, meglio se di colore chiaro. Sotto braccio un bel giornale, meglio se politicamente neutrale, non sappiamo di che schieramento e’ la nostra preda, il massimo e’ un bel giornale economico, tipo il Sole24 ore, che fa’ tanto uomo manager o un giornale straniero (a questo punto va’ bene anche schierato poiche’, le possibilita’ che la vostra interlocutrice sappia la differenza politica tra il Times ed il Guardian sono prossime allo zero) .Troviamo, nel giardinetto, l’area giochi per i bambini piccoli e ci sediamo comodamente su una panchina, apriamo il giornale e facciamo finta di leggerlo. Studiamo la situazione per…
La scelta della preda:
non tutte le mamme vanno bene, non basta che sia carina, potrebbe ad esempio essere innamorata del marito,oppure troppo stressata per pensare ad altri uomini, quindi, bisogna selezionare. Come? Noterete che, tra tutte le “mammine”, alcune sono vestite in maniera piu’ accurata, magari si sono truccate e, magari sono quelle che stanno di meno appresso ai loro pargoli. Queste sono il nostro target!
Tanta cura per andare al parco dei bambini non e’ casuale, queste mamme cercano infatti dei papa’ altrui per accoppiate veloci e quindi sono sicuramente le nostre prede ideali.
La tecnica:
una volta trovata la mamma che fa’ per noi mettiamo in pratica la tecnica.
Individuato il pargolo della signorina, ci alziamo dalla nostra panchina e, con fare non sospetto, iniziamo a camminare distrattamente verso di lui. Facendo attenzione che nessuno ci veda ci avviciniamo e, simulando di non aver visto il bambino gli diamo un calcetto su una “gambina”, non dobbiamo rompergliela ovviamente, quel tanto che basta per fargli fare un bel ruzzolone, ci inciampiamo sopra ecco.
Il bambino ovviamente, precipitera’ faccia avanti sull’asfalto o sull’erba e se il colpo e’ stato buono iniziera’ subito a frignare. No problem e’ proprio quello che volevamo!
Ci chiniamo su di lui esclamando:
“oddio povero piccolo scusa, non ti avevo visto, dai, vieni qui che ti porto subito dalla mamma!”
e, nel dire cio’ lo prendiamo in braccio. Nel malaugurato caso in cui il bambino sia particolarmente restio a piangere, nel prenderlo faremo in modo che dia qualche altra bottarella qui e la finche non piange.
Ci dirigiamo cosi’ verso la nostra mammina con il bambino frignante in braccio. Ora, dovete sapere che, quando i bambini piccoli piangono secernono dosi industriali di:
-lacrime
-bava
-muco
quindi noi, tenendolo in braccio faremo in modo che tutte queste secrezioni si spalmino adorabilmente sulla nostra maglietta/camicia chiara, per accentuare lo spalmamento possiamo, fingendo di carezzare il piccolo sulla testa, schiacciargli un po’ la faccia sulla nostra spalla.
Arrivati dalla mamma ci profondiamo in scuse, che non avevamo visto il bambino prche’ distratti, che siamo degli idioti, che ci dispiace tantissimo, che non abbiamo parole.
Ora siccome i bambini cadono generalmente dalle 7 alle 9 volte nel paco (dati statistici verificabili) e siccome di queste nove volte 3 piangono, una mamma media e’ perfettamente abituata e non si preoccupa minimante, quindi, quando voi le ripasserete il bambino dira’ che non e’ un problema che ci pensera’ lei. Inoltre vi siete mostrati gentili, in fondo, le avete riportato il bambino, siete apprensivi ed affettuosi, insomma delle persone affidabili, finche’ non vedra’ la macchia sulla vostra bella camicia pulita, allora sara’ lei a scusarsi. Voi ovviamente direte che non fa’ niente, che e’ il minimo etc etc insomma, iniziera’ una fase di complimenti, quindi si puo’ iniziare un po’ a parlare del piu’ e del meno e, infine, se avete fatto una buona chiacchiera e, insomma, vi accorgete che state flirtando, allora, potete proporre una cosa da bere al bar del giardinetto, altrimenti ci rimettiamo la giacca, copriamo la macchia e ci spostiamo in un'altra zona del parco, ripetiamo tutto con il vantaggio, questa volta, che abbiamo gia’ la macchia e non dobbiamo rispalmarci addosso il ragazzino.
questa tecnica puo’ essere utilizzata solamente da persone un po’ dure di cuore o, molto ciniche, il Samot’s blog declina ogni responsabilita’ su un eventuale utilizzo di tale tecnica.Essa viene pubblicata in questo blog per esclusivi fini divulgativi. L’autore del sito inoltre, ci tiene a precisare di non averla ancora mai utilizzata e che, forse, non la usera’ mai.
La tecnica del giardinetto
Il buon cacciatore prima di andare a caccia individua le zone dove la selvaggina e’ abbondante, cosi’ , il buon aspirante playboy professionista dovrebbe farsi un giretto vicino casa e crercare le zone ad alta densita’ di donne.
Ebbene, se cercate bene, nel vostro vicinato (se abitate in citta’, altrimenti non so bene dove, ma ci deve essere) troverete sicuramente un giardinetto dove giovani mamme portano i loro piccoli pargoli giocare. Dovete sapere che, le giovani mamme sono un ottima preda (e’ inutile fare falsi moralismi), in generale infatti, sono persone molto stressate, dal lavoro (ormai tutte le donne continuano a lavorare anche in presenza di un bambino), il marito che collabora poco, i figli etc etc quindi puo’ capitare che si concedano qualche scappatella tanto per scaricare la tensione al di fuori dell’ambito familiare.
L’arrivo al parco e il nostro comportamento:
arriviamo al parco vestiti in maniera sobria, niente di particolarmente sofisticato, casual-informal direi che e’ l’ideale, l’importante e’ che la maglietta o camicia sia perfettamente pulita, meglio se di colore chiaro. Sotto braccio un bel giornale, meglio se politicamente neutrale, non sappiamo di che schieramento e’ la nostra preda, il massimo e’ un bel giornale economico, tipo il Sole24 ore, che fa’ tanto uomo manager o un giornale straniero (a questo punto va’ bene anche schierato poiche’, le possibilita’ che la vostra interlocutrice sappia la differenza politica tra il Times ed il Guardian sono prossime allo zero) .Troviamo, nel giardinetto, l’area giochi per i bambini piccoli e ci sediamo comodamente su una panchina, apriamo il giornale e facciamo finta di leggerlo. Studiamo la situazione per…
La scelta della preda:
non tutte le mamme vanno bene, non basta che sia carina, potrebbe ad esempio essere innamorata del marito,oppure troppo stressata per pensare ad altri uomini, quindi, bisogna selezionare. Come? Noterete che, tra tutte le “mammine”, alcune sono vestite in maniera piu’ accurata, magari si sono truccate e, magari sono quelle che stanno di meno appresso ai loro pargoli. Queste sono il nostro target!
Tanta cura per andare al parco dei bambini non e’ casuale, queste mamme cercano infatti dei papa’ altrui per accoppiate veloci e quindi sono sicuramente le nostre prede ideali.
La tecnica:
una volta trovata la mamma che fa’ per noi mettiamo in pratica la tecnica.
Individuato il pargolo della signorina, ci alziamo dalla nostra panchina e, con fare non sospetto, iniziamo a camminare distrattamente verso di lui. Facendo attenzione che nessuno ci veda ci avviciniamo e, simulando di non aver visto il bambino gli diamo un calcetto su una “gambina”, non dobbiamo rompergliela ovviamente, quel tanto che basta per fargli fare un bel ruzzolone, ci inciampiamo sopra ecco.
Il bambino ovviamente, precipitera’ faccia avanti sull’asfalto o sull’erba e se il colpo e’ stato buono iniziera’ subito a frignare. No problem e’ proprio quello che volevamo!
Ci chiniamo su di lui esclamando:
“oddio povero piccolo scusa, non ti avevo visto, dai, vieni qui che ti porto subito dalla mamma!”
e, nel dire cio’ lo prendiamo in braccio. Nel malaugurato caso in cui il bambino sia particolarmente restio a piangere, nel prenderlo faremo in modo che dia qualche altra bottarella qui e la finche non piange.
Ci dirigiamo cosi’ verso la nostra mammina con il bambino frignante in braccio. Ora, dovete sapere che, quando i bambini piccoli piangono secernono dosi industriali di:
-lacrime
-bava
-muco
quindi noi, tenendolo in braccio faremo in modo che tutte queste secrezioni si spalmino adorabilmente sulla nostra maglietta/camicia chiara, per accentuare lo spalmamento possiamo, fingendo di carezzare il piccolo sulla testa, schiacciargli un po’ la faccia sulla nostra spalla.
Arrivati dalla mamma ci profondiamo in scuse, che non avevamo visto il bambino prche’ distratti, che siamo degli idioti, che ci dispiace tantissimo, che non abbiamo parole.
Ora siccome i bambini cadono generalmente dalle 7 alle 9 volte nel paco (dati statistici verificabili) e siccome di queste nove volte 3 piangono, una mamma media e’ perfettamente abituata e non si preoccupa minimante, quindi, quando voi le ripasserete il bambino dira’ che non e’ un problema che ci pensera’ lei. Inoltre vi siete mostrati gentili, in fondo, le avete riportato il bambino, siete apprensivi ed affettuosi, insomma delle persone affidabili, finche’ non vedra’ la macchia sulla vostra bella camicia pulita, allora sara’ lei a scusarsi. Voi ovviamente direte che non fa’ niente, che e’ il minimo etc etc insomma, iniziera’ una fase di complimenti, quindi si puo’ iniziare un po’ a parlare del piu’ e del meno e, infine, se avete fatto una buona chiacchiera e, insomma, vi accorgete che state flirtando, allora, potete proporre una cosa da bere al bar del giardinetto, altrimenti ci rimettiamo la giacca, copriamo la macchia e ci spostiamo in un'altra zona del parco, ripetiamo tutto con il vantaggio, questa volta, che abbiamo gia’ la macchia e non dobbiamo rispalmarci addosso il ragazzino.
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