Samot Vs Richard Gere

Come un emulo “American gigolò’” apro l’armadio e studio i vestiti per l’occasione, a farmi da colonna sonora però non c'è Blondie con "Call me", ma Anna Oxa, con il suo altrettanto accattivante “Pagliaccio azzurro”. Per niente influenzato scelgo una camicia azzurra e un golf di cotone azzurro; li butto sul letto, che non è rifatto con lenzuola di seta nera, al suo posto un super copriletto con gli orsetti di Ikea che mi guardano di traverso; accosto ai due capi i pantaloni, anch'essi inevitabilmente blu. L’insieme mi rimanda con i pensieri a quando ero bambino, quando guardavo i Puffi Blu, non è l'effetto che volevo.
Tolgo la camicia azzurra e ne inserisco una bianca:
Samot 1 Richard 0.

Via sotto la doccia, canticchio “Sento” (“un fuoco che mi brucia dentro”) sempre dallo stesso cd della Oxa. Al ritmo della musica aumento gradualmente la temperatura, l’effetto sauna è mostruoso, ma anche questa volta riesco ad arrivare a fine corsa:
Acqua fredda 0 Acqua calda 1.

Quando esco sono un pomodoro pachino di mezzo agosto, davanti allo specchio, mentre mi faccio la barba, gonfio il bicipide e il pettorale, quasi uguale, ma lui aveva già i capelli bianchi, io ancora no.
Samot 2 Richard 0.
Ti sto massacrando mio caro.

Ok, adesso passiamo ai capelli, guardo sopra lo scaffale, oggi serata particolare, scelgo la cera “inglese” comprata da Boots, l’unica che riesce a dare un perfetto effetto “sparkling“. La passo lentamente nei capelli, come al solito questa operazione è leggermente difficoltosa:
Capelli 1 samot 0 stanno a cavolo come al solito…

Richard non ti illudere, altra cera e tutto torna al suo posto:
Samot 3 Richard 0 ma hai preso un palo!

Crema sul corpo per idratare ed essere sempre al top, deodorante e profumo, con indosso solo l’asciugamano legato in vita mi avvio verso la camera da letto, sulla piazza e mezza del mio materasso giacciono ancora i vestiti precedentemente preparati.
Mi vesto con calma, ogni gesto è calcolato, nulla deve essere lasciato al caso, il tempo di mettere le scarpe e sono pronto, oggi mi aspetta un appuntamento speciale.
Torno in bagno, controllo il tutto: faccio la mia porca figura, sono le 18.20, l’appuntamento è al bar accanto a casa mia alle 18.30, sono perfettamente in tempo, ripenso a Richard, a lui nel film, e mi fa pena.

Esco di casa con montati un paio di occhiali che potrebbero schermare la luce anche a tre metri dalla superficie solare, mi passo con nonchalance una mano tra i capelli, tutti gli sguardi sono per me, arrivo al bar e aspetto, è sempre in ritardo.

“ciao Guido, il solito caffé?”
“ciao Samot, si però oggi pago io che ieri hai pagato te”
“ok”
bevo il caffe’
“ciao”
“ciao”
Torno verso casa, entro e mi levo il maglione di cotone, dallo stereo Anna Oxa sta ancora cantando, questa volta il brano è “Senza pietà”.
Mi sdraio sul letto, i capelli cedono, alcuni sotto il peso della gravità, altri schiacciati dal cuscino:
Samot 3 Richard 100
Vabbé, per oggi hai vinto te, ma domani voglio la rivincita.